[15/06/2009] Comunicati

Gli ambientalisti bocciano Barroso, per Dimas sufficienza con riserva

LIVORNO. Per la sua candidatura a ritornare a presiedere la Commissione europea, Manuel Barroso non potrà sperare nell’appoggio degli ambientalisti che, del suo mandato, salvano solo l’operato del commissario Stavros Dimas e le politiche sul clima, anche se queste politiche non hanno raggiunto i risultati previsti inizialmente dalla Commissione, essendo stata indebolita dai governi dell’Ue: molto più deve essere fatto dalla Commissione entrante.
La pagella dell’attività svolta dalla Commissione europea secondo Green 10, il network che racchiude le principali associazioni ambientaliste in Europa, ha una media del 4.4 su dieci, come dire decisamente insufficiente e quindi bocciata senza possibilità di recupero.

Il rapporto sintetizzato in una valutazione numerica, prende in esame dodici settori che hanno un risvolto sulle politiche ambientali e ne analizza gli insuccessi, le carenze, e in pochi casi i risultati soddisfacenti.

Sufficienze solo per energia e trasporto con 6/10 e le politiche sul clima con 7/10, il resto è un susseguirsi di 4 in agricoltura, biodiversità e salvaguardia dell’ecosistema e risorse date per la coesione politica dell’Unione, e si scende al 3 sulle risorse naturali e sulla trasparenza e addirittura al 2 per le strategie per lo sviluppo sostenibile. Appena insufficiente, con 5, le politiche per la salute.

Green 10 attribuisce il basso punteggio assegnato alla Commissione, per aver trascurato la tutela della natura e della biodiversità ignorando la sua importanza per la sostenibilità economica a lungo termine e la lotta contro il cambio climatico. La relazione è critica nei confronti della Commissione per aver ceduto ad interessi acquisiti al momento di legiferare su questioni che riguardano l’agricoltura e la vita marina, impedendo che potesse prendere avvio una vera riforma delle politiche dell’agricoltura e della pesca
In particolare- si dice nel rapporto- il cosiddetto “CAP Health Check” è stata un’occasione mancata per l’Unione europea per riformare veramente le politiche agricole comuni europee.

Scarsa anche l’attività riguardo alla tutela della natura e della biodiversità. Non aver finanziato adeguatamente i siti di “Natura 2000″ , un network di aree protette, una scarso supporto alla “Direttiva Marina” per affrontare le pressioni sull’ambiente marino, e il proseguimento del sostegno agli organismi geneticamente modificati hanno contribuito al voto conseguito sulle politiche sulla biodiversità.

Secondo Green 10, la Commissione di Barroso iniziò nel 2004 col piede sbagliato, giudicando incompatibili gli obiettivi ambientali con la competitività e il lavoro. Solo nella seconda metà del suo mandato, dietro spinta dal crescente interesse dei media e del pubblico ai problemi dell’ambiente, la Commissione ha iniziato ( a questo punto però in ritardo) a rafforzare la legislazione in materia di clima, energia e trasporti: per questo il voto su questi temi è sufficiente ma non proprio un voto pieno perché queste politiche - in particolare il pacchetto clima ed energia - non hanno raggiunto i risultati previsti, anche per effetto dell’indebolimento venuto da molti governi dell’Ue (Italia docet).

In generale si pone l’accento sui tentativi del commissario Dimas di indirizzare le politiche della Commissione nella giusta direzione, scontando però un deciso isolamento.

Molto più deve essere quindi fatto dalla Commissione che si insedierà a breve, anche perché in un momento in cui l’Europa è in preda alla crisi economica e ambientale, devono essere raddoppiati gli sforzi nei prossimi cinque anni per attuare politiche che vadano a beneficio dell’ambiente e della salute delle persone, creando al tempo stesso crescita economica sostenibile e posti di lavoro.

Green 10 indica anche una serie di azioni concrete su cui incalza la prossima Commissione, per ognuno dei 12 settori, tenendo fermo l’obiettivo della lotta ai cambiamenti climatici e piegando tutte le politiche anche su questo target, sia a livello europeo che globale. Per le politiche agricole, ad esempio, si chiede di spostare l’agricoltura europea verso una maggiore sostenibilità diminuendo l’uso dell’acqua e dei prodotti chimici e dei combustibili fossili, usando strategie di conservazione utili a ristabilire la biodiversità e la maggiore equità nella distribuzione delle risorse..

Per le politiche sulla biodiversità si chiede una nuova strategia post-2010 che comprenda anche gli obiettivi del Countdown 2020, integrati con le politiche del cambiamento di clima e una più ferma opposizione all’ingresso e alla coltivazione degli Ogm.
Così sulle politiche energetiche e per la lotta ai cambiamenti climatici si chiede un maggio impegno per rendere più efficaci le misure già adottate.

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