[12/06/2009] Aria

La Francia dice sì alla carbon tax: in vigore dal 2011

LIVORNO. Dopo gli annunci del presidente Sarkozy, la Francia è andata avanti e mercoledì ha varato una norma che introdurrà la carbon tax a partire dal 2011.
Il governo francese ha dunque dato l’esempio in previsione dell´introduzione di una tassa sulle emissioni di Co2, che la Svezia vorrebbe proporre in vista della presidenza di turno del semestre europeo che inizierà il prossimo luglio.

I ministri francesi dell´Ambiente e delle Finanze, Jean-Louis Borloo e Christine Lagarde, hanno aperto il dibattito pubblico sull’introduzione della carbon-tax presentando un libro bianco il 10 giugno. Ancora il governo non ha precisato quali saranno i settori che potrebbero essere interessati dalla futura tassa, né come pensa che sarebbe attuata, ma ha chiesto ad un panel di esperti di lavorare sui dettagli della questione in una prossima riunione prevista per il 2 luglio.

L´obiettivo della tassa è di spingere tanto le imprese che i consumatori verso un consumo energetico più rispettoso dell´ambiente, per aiutare la Francia a raggiungere i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Quindi sarà pagata da tutti, cittadini, imprese e amministrazione pubblica, ma saranno esclusi i settori già soggetti alla direttiva europea Ets. Dovrebbe pesare in maniera diversa sui vari combustibili fossili e sull’elettricità da essi prodotta e sarà progressiva nel corso degli anni a partire dal 2011 fino al 2030.

Il governo insiste sul fatto che la tassa non si aggiungerebbe al carico finanziario pesante sull´industria e le famiglie, perché sarebbe accompagnata da altre riduzioni di tasse.
Questa nuova tassa doveva inizialmente nascere a partire dal 2010, ma l´ex ministro Michel Rocard, che il presidente Nicolas Sarkozy ha nominato responsabile del dossier, ha dichiarato all’agenzia EurActiv.fr. che «non assumerebbe un impegno sui termini„ e che non bisogna confondere velocità e precipitazione, con il rischio di fallire».

A sostenere la carbon tax come strumento economico per le politiche climatiche, il governo svedese considera il suo regime fiscale sulle emissioni un successo, e spera di fare condividere la sua esperienza con i partner europei, al momento in cui si insidierà alla presidenza.

«Credo che strumenti come la tassa sul carbonio e gli scambi di emissioni, se sono bene concepiti, possano svolgere un ruolo chiave nella risoluzione dei problemi collegati con il clima» ha dichiarato il 9 giugno a Bruxelles il premier svedese Fredrik Reinfeldt, nell’illustrare le priorità del suo paese per la presidenza europea.

Il sistema di scambio di emissioni europeo, lo strumento climatico principale utilizzato dall´UE, ha fin d´ora fissato un prezzo sul carbonio per le emissioni industriali. Ma la Svezia spiega che comunque lascia sempre da parte il 60% delle emissioni e, quindi , una tassa sarebbe il migliore mezzo per abbassare queste emissioni.

Una posizione condivisa dal governo francese, che già da tempo aveva preso in considerazione l’istituzione di una tassa sulle emissioni di qualsiasi fonte, e che oggi anche alla luce del successo ottenuto dalla colazione Europa ecologica ottenuto alle recenti elezioni, sembra volere accelerare.

Torna all'archivio