[ 05/06/2009 ] Comunicazione

Gli eroi del clima dell’Unep: avventura e volontariato per ambiente, oceani e rifiuti

LIVORNO. Una delle campagne centrali della giornata mondiale dell’ambiente è “Unite to Combat Climate Change” che chiama tutti a mobilitarsi per combattere i cambiamenti climatici e spingere i potenti del mondo a trovare un accordo a dicembre a Copenaghen. Ed una delle sue iniziative “dimostrative” più importanti è quella dei Climate Herpes, una seleziona delle persone che, con la loro attività ed imprese eccezionale, sono riuscite a sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema semplice quanto impegnativo: il vostro pianeta ha bisogno di voi.

Si tratta di persone che sono riuscite a mettere in evidenza argomenti ambientali scottanti come la produzione di CO2, trovando soluzioni intelligenti per smaltire I rifiuti o piantare alberi. Con questi eroi del clima il Programma dell’Onu per l’ambiente (Unep) ha avviato una collaborazione per dare ulteriore slancio alla campagna Onu “Seal the Deal!” rivolta ai governi che si riuniranno a Copenhagen.

«I Climate heroes Climate sono persone che hanno intrapreso iniziative speciali, che vanno oltre le normali responsabilità che abbiamo, sono I pionieri di iniziative ed idée inusuali – spiega il diretto re dell’Unep Achim Steiner – Dimostrano con il loro impegno, entusiasmo e comprensione come sia importante che tutti noi diventiamo eroi del cambiamento climatico. Quindi ringrazio i Climate Heroes e speriamo che la loro azione ci porti ad essere in grado di dire «Si, a Copenhagen accordo raggiunto!».

Il sito dell’Unep fa Quattro esempi di eroi del clima:
Roz Savane, una militante della protezione dell’ambiente conosciuta per le sue traversate dell’Atlantico in solitario a remi. Attraverserà in solitaria anche il Pacifico e marcerà da Londra a Copenhagen per chiedere la riduzione delle emissioni di C=2, camminando di più e guidando di meno. Roz ha invitato i suoi sostenitori in tutto il mondo a unire i loro sforzi ed ha lanciato loro una sfida: 10.000 suoi colpi di remo al giorno per 10.000 passi quotidiani. Tutti i passi registrati sul suo sito dai partecipanti saranno conteggiati e tradotti in giri del mondo realizzati durante la durata della sua sfida remiera. Un giro del mondo sarà registrato per ogni 53 persone che avranno fatto un milione di passi. La partecipazione sarà localmente collegata alla Conferenza Onu sui cambiamenti climatici di Copenhagen ed il 24 ottobre, giornata mondiale di azione per la lotta contro il cambiamento climatico, insieme a 350 associazioni, e migliaia di simpatizzanti si riuniranno attorno al Big Ben a Londra e, in 6 settimane, percorreranno quasi mille chilometri per arrivare a Copenhagen per presentare ai delegati i risultati dell’iniziativa: una petizione “ambulante” che vuole simboleggiare l’impegno a prendere iniziative immediate ed energiche per ridurre i livelli di CO2 in atmosfera. «Con l’aiuto di foto, video, blogs e di diversi network sociali mediatici, compresi faceBook e twitter – spiega l’Unep – si è data la missione di collegare e di associare degli individui di tutte le età nel mondo al fine di dimostrare che ogni gesto, pur piccolo che sia, ha la sua importanza». www.rozsavage.com

Charles e Sho Scott, un padre e suo figlio stanno per partire per fare il giro del Giappone in bicicletta in due mesi. Un percorso di 4 700 km che li condurrà da Cap Soya, all’estremo nord del Paese, fino all’estremo sud a Cap Sata, attraverso 11 siti del Patrimonio mondiale dell’Unesco. I due annunciano proprio oggi a New York il loro tour che hanno concepito insieme dopo essere stati colpiti dalla visione del documentario Planet Earth della BBC che gli ha fatto comprendere l’urgenza e l’importanza di agire.

Il tour del Giappone sarà l’occasione per sostenere la campagna per un miliardo di alberi dell’Unep e promuovere l’obiettivo di piantare un 7 miliardi di alberi nel 2009, uno per ogni persona del pianeta. Padre e figlio appoggeranno anche la campagna Seal the Deal!” e Sho, un bambino di 8 anni, durante l’avventuroso viaggio invierà un video-telegramma alla Conferenza internazionale dei bambini e dei giovani (Unep/Tunza) in Corea come ambasciatore della gioventù. www.japanbikeride.com.

David de Rothschild ha letto un rapporto sull’inquinamento da rifiuti dell’ambiente marino ed ha deciso di condurre ricerche più accurate sul tema. Dopo ha deciso di lanciarsi in un’impresa eccezionale ed all’avanguardia che incita ognuno di noi ad agire più responsabile verso il nostro pianeta. David ha messo insieme un piccolo equipaggio di scienziati, navigatori, avventurieri, artisti ed esperti con idée innovatrici chiedendo loro di percorrere 10.000 miglia attraverso il Pacifico con un catamarano di 20 metri chiamato “Plastiki” realizzato con bottiglie di plastica riciclate, una miscela di PET e rifiuti riciclati. La missione del vascello è quella di smaltire i rifiuti in modo intelligente e dimostrare come possono essere trasformati in risorse, stimolando anche la ricerca di soluzioni sostenibili per vivere meglio. La crociera attraverserà diverse regioni sofferenti, pericolose e sensibili dal punto di vista ambientale, compresa la grande “isola” di rifiuti del nord Pacifico, grande come l’Inghilterra dove si trova sei volte più plastica che plancton, diventata grazie alle correnti la più grande discarica del mondo. Sostenuta da Adventure Ecology, un network mondiale di attivisti e istituzioni, la spedizione Plastiki vuole non solo evidenziare i problemi ambientali planetari ma anche stimolare il cambiamento, mettendo in linea giornalmente le informazioni raccolte. www.theplastiki.com

Il progetto Kaiser mette insieme un gruppo di inventori, di innamorati degli oceani, di scienziati e di appassionati di sport ed ecologisti che hanno un obiettivo comune: studiare come recuperare I rifiuti di plastica negli oceani, per riciclarli e produrre carburante. La prima missione di ricerca è prevista per questa estate e sarà cruciale per determinare i mezzi necessari per un’operazione di pulizia efficace, dato che la tecnologia necessaria ad un’impresa così vasta non è mai stata utilizzata in ambiente oceanico.

«Ogni anno sono prodotte più di 60 miliardi di tonnellate di plastica – dice l’Unep – la maggior parte per un solo utilizzo e meno del 5% della plastica prodotta nel mondo è riciclata. Secondo National Geographic, oltre 85 milioni di bottiglie di plastica vengono utilizzate ogni tre minuti. La maggior parte dei rifiuti di plastica che non vengono inceneriti, di per sé tossici, o messi in discarica, si ritrovano negli oceani. Mentre si degradano, vengono presi per cibo uccidendo migliaia di uccelli e la vita marina , e ce li ritroviamo in seguito nella nostra catena alimentare».

Nessuno attualmente è in grado di fornire soluzioni per risolvere il problema dei rifiuti di plastica negli oceani ed in molti pensano che sia impossibile ripulire uno spazio così vasto e chiedono una migliore e più responsabile gestione dei rifiuti a terra. Il progetto Kaisei, utilizzando le tecnologie più avanzate, ceca di dimostrare che almeno una parte di questi vortici marini di plastica può essere ripulita e riciclata grazie ad una soluzione rivoluzionaria e brevettata. National Geographic seguirà le attività di Kaisei per realizzare un documentario e Google Earth darà conto dei suoi progressi attraverso immagini satellitari ed overlays ad alta tecnologia. www.projectkaisei.org

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