[29/05/2009] Parchi

Il Tar del Lazio annulla il decreto Prestigiacomo che ridimensionava Rete Natura 2000

FIRENZE. Esultano le associazioni ambientaliste e animaliste Lipu, Wwf, Enpa, Lav, alla notizia della sentenza del Tar (Tribunale amministrativo regionale) del Lazio, che accogliendo in pieno il ricorso, ha annullato il decreto del ministro dell’Ambiente che riduceva le tutele per la Rete Natura 2000.

«Vincono le ragioni del diritto comunitario e della natura italiana- dichiarano le associazioni- Il ministro Prestigiacomo non dia più ascolto ai cattivi consiglieri e si impegni per la piena applicazione delle norme». Ripercorriamo brevemente la vicenda. Dopo anni di battaglie del mondo ambientalista, anche in Italia con il decreto 184/2007 è stato attuato un sistema di misure a tutela della fauna, dei siti e degli habitat naturali più importanti conservati nella Rete Natura 2000, che aveva trovato l’approvazione delle regioni italiane, degli organismi scientifici e della stessa Commissione europea.

Nel gennaio scorso il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo aveva emanato un decreto che andava a modificare quel sistema di regole, cancellandone alcune relative all’attività venatoria (divieto di uso di pallini di piombo nelle zone umide, restrizioni della caccia nel mese di gennaio, posticipo dell’apertura della stagione venatoria nelle zone più delicate per la migrazione degli uccelli), a conferma di come il suo operato in qualità di ministro con delega specifica alla tutela dell’ambiente e del territorio sia quantomeno contradditorio.

«La decisione del ministro Prestigiacomo risultava ancor più criticabile alla luce dei dettagliati pareri negativi dell’Ispra e persino del voto contrario della Conferenza delle Regioni- ribadiscono Lipu, Wwf, Enpa, Lav- Avevamo dunque chiesto al Ministro di desistere da tale immotivato proposito e annunciato, nel caso contrario, l’inevitabile ricorso alla magistratura amministrativa. Ora il Tar Lazio ha accolto in pieno le nostre argomentazioni e cancellato il decreto nelle parti da noi contestate, non mancando di evidenziarne le contraddizioni e persino l’eccesso di potere per sviamento di interesse pubblico».

Le associazioni fanno notare, tra l’altro, che questa sentenza assume una rilevanza particolare perché va oltre il giudizio di merito confermando in modo netto alcuni principi fondamentali per la tutela della natura in Italia, tra cui il potere esclusivo dello Stato in materia di biodiversità, la necessità che esso detti i criteri uniformi minimi per la sua protezione e l’importanza di una piena applicazione della normativa comunitaria in materia di conservazione della Rete Natura 2000 e protezione degli uccelli migratori. Inoltre la stessa sentenza riprendendo i più recenti pareri dell’autorità scientifica ufficiale, afferma che va evitata la caccia agli uccelli nei periodi di agosto-settembre (per via della dipendenza dei piccoli nati) e gennaio-febbraio (per via, tra l’altro, del disturbo alla fase di migrazione), giudicando il Tar persino insufficienti le misure di tutela attualmente previste dall’ordinamento italiano.

«Si tratta, in definitiva, di una sentenza netta e importantissima, che può aprire scenari nuovi. Il ministro Prestigiacomo ne tenga conto- concludono Lipu, Wwf, Enpa, Lav- prestando più attenzione alla conservazione della natura e impegnandosi perché l’Italia faccia applicare pienamente le norme e affronti al meglio la difficile sfida contro la perdita della biodiversità anche in vista dei prossimi appuntamenti internazionali del countdown 2010».

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