[26/05/2009] Energia

Analisi del Piano energetico ambientale della provincia di Firenze (6)

FIRENZE. Ricapitolando quanto abbiamo osservato nelle scorse settimane, sappiamo che il contributo alla crescita delle rinnovabili in provincia di Firenze è stimato dal Peap tra 530 e 815 Mwe, così distribuiti: eolico 450-536 Mw; solare fotovoltaico 21-214 Mwe, termico 28-286 Mwt; idroelettrico 47 Mw; biomasse 11,9-18 Mwe (più 1,1 Mw dalla digestione dei reflui zootecnici). Ricordiamo che le prospettive ipotizzate nel Peap, per i motivi già spiegati nelle scorse settimane, sono da considerarsi sottostimate sia per quanto riguarda l’energia solare (sia fv, sia termica) sia per quanto riguarda le biomasse. Non sono invece disponibili stime sull’energia globalmente installabile tramite impianti geotermici a bassa entalpia.

Resta adesso da analizzare le ipotesi che il Piano energetico avanza riguardo al rapporto costi-benefici per le varie fonti energetiche rinnovabili. La metodologia operativa a questo riguardo prevede l’adozione del criterio del Van per confrontare la convenienza delle varie fonti: a titolo esemplificativo è stato ipotizzato un confronto tra investimenti da compiersi su un periodo di 15 anni con il tasso di inflazione al 2%, rapportato su tre possibili tassi di sconto (3, 4 e 5%). Nell’ipotesi, è stata inserita anche la probabilità di ricevere finanziamenti europei, considerati pari al 20% per fotovoltaico e eolico, e pari al 40% per le biomasse.

Inoltre, la convenienza economica delle varie fonti è stata calcolata tramite la previsione dei relativi costi diretti e dei benefici sia diretti (vendita di elettricità e commercio dei certificati verdi e bianchi), sia indiretti, legati cioè alla contabilizzazione economica delle mancate emissioni di CO2 e di NOx. Per l’anidride, il valore è stato calcolato con il metodo Externe, ed è di 19€/t, mentre per gli ossidi di azoto il valore monetario, si legge, «è stato calcolato utilizzando il software Ecosense, inserendo il valore dell’emissione evitata, trovando così il costo evitato (il beneficio indiretto) della non-emissione di una certa quantità di NOx». Nei prossimi giorni ritorneremo su questi due metodi, tuttora sperimentali, adottati nel Peap per calcolare le esternalità ambientali del sistema energetico provinciale.

Essendo le ipotesi operative per le varie Fer calcolate su diverse quantità di energia installata, non avrebbe senso confrontare i Van dei singoli investimenti. Per effettuare un confronto, è utile invece analizzare quanto riportato nell’immagine, che riporta i tempi di ritorno degli investimenti per ogni singola Fer. Le colonne relative ad ogni fonte sono calcolate ipotizzando un tasso di sconto bancario del 4%, e per ogni Fer è presente l’ipotesi che prevede l’elargizione di finanziamenti europei, e quella che non li prevede.

Quindi, almeno secondo le analisi (esplicitamente sperimentali, e finalizzate più alla definizione metodologica che ad un reale confronto) contenute nel Peap, sia in presenza che in assenza di finanziamenti sarebbero di gran lunga più convenienti, in termini di tempi di ritorno dell’investimento, l’installazione di impianti a biogas e di quelli a biomassa secca. Più lungo (di poco, se con finanziamenti, ampiamente, se in assenza di finanziamenti) il tempo di ritorno di un investimento nell’eolico e nell’idroelettrico, e ancora più alto quello per il solare fotovoltaico. E’ chiaro che le valutazioni sono riferite all’attuale tecnologia, e non sono stati inseriti dei coefficienti di miglioramento tecnologico, che probabilmente se adottati avrebbero diminuito l’impatto economico stimato, sia per l’eolico sia (soprattutto) per il solare.

Restano quindi da analizzare, e lo faremo nei prossimi giorni, le considerazioni che il Piano energetico avanza riguardo alla promozione delle varie Fer (e quindi al loro “accesso” al territorio e i relativi problemi di compatibilità), ai consumi provinciali, alle emissioni inquinanti. Infine porremo attenzione alle metodologie adottate nel Peap per la contabilità ambientale (matrice Namea) e per la valutazione economica delle esternalità ambientali del sistema energetico, con i già citati metodi Ecosense e Externe.

(6 – continua)

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