[22/05/2009] Energia

Vertice Ue-Russia, verso una modifica della Carta dell’energia

LIVORNO. Secondo il presidente della Repubblica Ceca Vaclav Klaus, il summit energetico Russia-Ue di Khabarovsk è stato fruttuoso: «Credo effettivamente che questo incontro abbia rafforzato la nostra fiducia reciproca, che è essenziale. I negoziati sono stati fruttuosi ed hanno registrato risultati concereti, alcuni dettagli pratici e degli approcci comuni che rafforzano la mutua comprensione su tutte le questioni. L’Unione europea considera la Russia come un suo partner strategico».

Klaus forse corre troppo avanti: il presidente russo Dmitri Medvedev che ha inaugurato oggi il vertice russo-europeo ha proposto di discutere dell’efficacia delle misure prese contro la crisi economica mondiale e di una nuova architettura per la sicurezza europea.

Comunque il clima sembra positivo, nonostante gli screzi sul gas e le diverse opinioni sulla situazione nel Caucaso. Durante una conferenza stampa Khabarovsk il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha detto che l’Ue è pronta a esaminare le proposte russe per una nuova Carta dell’energia approvata: «Potremmo studiare queste proposte rivedendo la Carta dell’energia. E’ il risultato più importante del nostro incontro».

L’Ue prende quindi atto dell’ostilità di Mosca verso la Carta europea dell’energia, nata nel momento di massima debolezza della russi, in pieno crollo dell’Urss, ed è pronta a trattare su una nuova versione che rifletterà i nuovi equilibri e prenderà atto probabilmente della salda presa dell’oligarchia russa sulle riserve energetiche.

La Carta dell’energia è stata sottoscritta il 17 dicembre 1991 all’Aia da 51 Stati: i Paesi membri dell’Ue, quelli della Comunità degli Stati Indipendenti, Giappone, Canada ed Usa. Punta a incoraggiare la cooperazione energetica internazionale e nel 1994 a Lisbona i Paesi firmatari, esclusi Usa e Giappone e il Canada, hanno firmato il Trattato per la Carta dell’energia e il Protocollo della Carta sull’efficienza energetica e gli aspetti ambientali.

Il Trattato è un accordo obbligatorio che stabilisce il quadro giuridico che permette di promuovere la cooperazione a lungo termine nel settore energetico e che si basa sui principi della Carta; incoraggiare gli investimenti, garantire la sovranità delle risorse, il libero accesso ai mercati energetici, il libero transito delle materie e dei prodotti energetici e dei capitali legati agli scambi di prodotti energetici e degli investimenti nei settori dell’energia.

Il trattato non è poi stato ratificato dai due giganti energetici europei, Norvegia e Russia, con quest´ultima che ha trovato il solito appoggio nel suo Paese vassallo, la Bielorussia.

I negoziati sulla Carta proseguono stancamente dal 2000. Il problema è che Mosca si lamenta perché l’Ue vorrebbe smantellare il monopolio pubblico russo di trasporto del gas e la accusa di precludere il mercato europeo alle imprese russe fino a che il Kremlino non ratificherà il Trattato.

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