[22/05/2009] Comunicati

La sorprendente Green Economy africana del presidente del Rwanda

LIVORNO. Ha suscitato l’entusiasmo di ambientalisti ed Ong l’intervento del presidente del Rwanda, Paul Kagame (Nella foto) al meeting per il finanziamento dello Sviluppo dei ministri delle finanze e dell’ambiente africani in corso a Kigali. Nessuno si aspettava che dal capo di un piccolo Paese piegato da una guerra civile trasformatasi in un genocidio e nella devastazione ambientale, venisse un messaggio così netto: «Mettere l´ambiente al centro del futuro economico dell’Africa deve essere una priorità per il Continente», ha detto Kagame, sottolineando il legame tra benessere, sviluppo e il miglioramento della gestione dei beni ambientali in Africa.

Per il presidente del Rwanda «E’ giunto il momento di scegliere la strada Green Economic perché l’Africa abbia forza in futuro. L’ambiente è la nostra linfa vitale, la vera sorpresa non è che i ministri delle finanza parlino ora con quelli dell’ambiente, ma che questo sia potuto accadere in questo luogo. L’ambiente è stato troppo lungo messo ai margini della politica africana e il processo decisionale per il finanziamento della difesa della vita è stato troppo spesso e in gran parte lasciato ai donatori stranieri. Nonostante l´importanza dell´ambiente per il nostro sostentamento, le questioni riguardanti la sua protezione hanno la tendenza ad essere relegato all’interno di piccoli gruppi di specialisti ed al supporto esterno. E’ chiaramente il tempo per l’Africa di mobilitare risorse tecniche e finanziarie e di unirsi allo sforzo globale per salvare il nostro ambiente.

Kagame ha indicato ai ministri le due questioni centrali di cui dovrebbero occuparsi: il cambiamento climatico e gli Obiettivi del millennio per lo sviluppo (Mdg). Prendendo la parola al meeting di Kigali, il direttore dell’Unep Achim Steiner ha elogiato la lungimiranza del presidente ruandese ed che ha delineato le minacce, ma anche l´opportunità, che ha di fronte chi deve affrontare il cambiamento climatico e il degrado ambientale: «Il presidente Kagame non spreca le sue parole: ha esortato i Paesi del Continente ad impegnarsi pienamente negli accordi internazionali in materia ambientale, tra i quali la Convenzione sui cambiamenti climatici, al fine di conservare economicamente importanti settori a rischio, dal turismo all´agricoltura, che occupano il 70% della forza lavoro dell´Africa. Ma è andato oltre, invitando i ministri delle finanze a lavorare insieme ai loro colleghi all’ambiente e con il settore privato al fine di massimizzare le opportunità dei carbon markets, inclusi i progetti per l’energia pulita e rinnovabile.

Il presidente Kagame ha sottolineato come il Green Economic market e gli strumenti finanziari possono portare ad una trasformazione e ad un cambiamento, non solo rispetto al climate change, ma a tutta una serie di sfide del XXI secolo. In questo modo ha forse indicato una nuova direzione per la lotta contro la povertà in Africa attraverso azioni che legano il futuro dell’economia dell’Africa, e in particolare quello dei suoi cittadini più, ad un nuovo paradigma che investe nella sostenibilità ambientale. Il Rwanda con il supporto dell’Unep e del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (Undp), ha anche nuovi approcci pionieristici di bilancio in termini di investimenti in infrastrutture ecologiche del paese, come le foreste, il suolo e le risorse idriche».

Il piccolo Paese nel cuore nero e disperato dell’Africa ha certamente molto cammino da fare, ma non si può dire che il suo presidente non guardi al futuro, con ancora negli occhi uno spaventoso passato di morte e distruzione ed un presente di guerra e profughi, spreco e rapina di risorse naturali in tutta la regione dei Grandi Laghi africani…

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