[21/05/2009] Parchi

Bioversity day

LIVORNO. Per la giornata mondiale sulla biodiversità che si celebrerà domani, Legambiente e Bioversity International hanno preparato un dossier sulle specie a rischio su tutto il territorio italiano. Dalle arance e i limoni (Ovaletto di Catania, Miele di Cagliari, Belladonna di Enna, Femminiello di Messina, Quattrocchi di Catania e il Santu Ghironi di Cagliari) a rischio di estinzione alle mele( tra cui le qualità Appio di Sassari, Zamboni di Bologna e Limoncella di Roma) dalle pere (Angelica di Ravenna, Cannella di Isernia, Dea di Foggia, Piviri di Olbia o le Mamoi di Nuoro solo per citarne alcune) sino alle ciliegie (Bianca Marostica di Vicenza, Del Fiore di Foggia, Duronata di Modena, Durone di Pavia e Cuore Nero di Piacenza) sono tantissime le varietà di frutta ormai quasi scomparse. Cui si aggiungono le mandorle a rischio (l’Arruba di Cagliari, la Biancolilla di Agrigento, la Bordatura di Enna, la Pizzo Corvo di Palermo e la Istumbus di Sassari) mentre per l’anguria e il melone di varietà tipicamente italiane già quasi non ci sono più.

Ma purtroppo la lista rossa delle qualità di frutti del nostro patrimonio agricolo che potremmo a breve perdere per sempre è ancora molto lunga. Si contavano in Italia 8000 varietà di frutta alla fine dell’Ottocento mentre oggi si arriva a poco meno di 2000, ridotte a un quarto in un solo secolo.
Nel dossier Biodiversità a rischio di Legambiente e Bioversity International, si fa un’attenta panoramica sullo stato delle specie vegetali, agricole e non, di quelle animali e sui fattori di perdita di biodiversità biologica sul pianeta, che il cambiamento climatico sta accelerando come conferma la lista rossa dell’Iucn (vedi greenreport del 19 /05/09).

L’Italia è fra i paesi più ricchi di biodiversità in Europa, con circa 57.000 specie animali (1/3 di quelle europee) e 5.600 specie floristiche (il 50% di quelle europee), dei quali il 13,5% sono specie endemiche. Vi sono tuttavia minacciate 138 specie, il cui 8% appartiene al regno delle piante e il 92% a quello degli animali.

«Sarebbe grave se non venissero portate avanti tutte le azioni previste nella Carta sulla biodiversità siglata a Siracusa all’ultimo G8Ambiente - dichiara Antonio Nicoletti, responsabile Aree protette di Legambiente -. La Ue ha annunciato che per il 2009 - 2013 i governi dovranno concentrarsi sul tema dei cambiamenti climatici e del loro impatto sulla biodiversità. E’ evidente che per avvicinarsi agli obiettivi del Countdown 2010 è necessario riconfermare e rafforzare l’impegno delle istituzioni europee nei prossimi due anni e anche che siano individuati impegni e vincoli misurabili e concreti».

Countdown 2010, cui l’Italia ha aderito formalmente nel 2005, è un’alleanza di governi, Ong e settore privato con l’obiettivo di fare intraprendere a tutti i partner le azioni necessarie per fermare la perdita di biodiversità entro il 2010.
«Il contributo di Bioversity International a questa edizione del dossier - spiega Stefano Padulosi, ricercatore di Bioversity International - è volto a sottolineare la necessità di una migliore salvaguardia della biodiversità in agricoltura, risorsa essenziale per garantire all’umanità un futuro libero dall’insicurezza alimentare e nel quale a ciascuno sia data la possibilità di avere accesso a cibo nutriente e sano».

La Fao stima che, ad oggi, il 75% delle varietà delle colture agrarie siano andate perdute e che i tre quarti dell’alimentazione mondiale dipendano da appena 12 specie vegetali e 5 animali. L´agricoltura moderna e le nuove tecnologie hanno portato, infatti, molti agricoltori a utilizzare specie uniformi di piante o animali ad alto rendimento, a spese della biodiversità.
E’ evidente quindi il ruolo che l’agricoltura può avere per l’obiettivo di fermare questa erosione di diversità biologica, a maggior ragione se si considera che oltre il 40% della superficie terrestre utile è destinata a uso agricolo.

Questa erosione genetica si riflette quindi anche in un’estrema semplificazione dei sistemi agricoli, e nel cibo che mangiamo: delle circa 30.000 specie commestibili in natura, appena 30 sono le colture alimentari che soddisfano il 95% del fabbisogno energetico mondiale e - di esse - frumento, riso e mais forniscono più del 60% delle calorie che consumiamo.

In serata è intervenuto anche il ministro Stefania Prestigiacomo: «La difesa della biodiversità è fondamentale per la lotta ai cambiamenti climatici, per la sicurezza alimentare e per mantenere quell’equilibrio su cui si basa tutto il sistema animale e vegetale».

«Questo è un appuntamento che acquisisce un valore particolare – continua il ministro dell’Ambiente - . Giunge infatti alla vigilia di quell’anno 2010 che doveva segnare il cambiamento di rotta e l’arresto della perdita della Biodiversità a livello mondiale. Un obiettivo che non è stato raggiunto, ma che impone quindi un nuovo impegno da parte della comunità internazionale».

«Per questo al G8 ambiente svoltosi dal 22 al 24 aprile a Siracusa – conclude Prestigiacomo - l’Italia si è spesa per l’approvazione della Carta di Siracusa sulla Biodioversità che impegna i 20 paesi più industrializzati del mondo a un nuovo e più incisivo sforzo per la difesa di questo sommo bene dell’umanità che è appunto la biodiversità».

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