[21/05/2009] Energia

Materie prime, le nuove vie cinesi e asiatiche della Russia

LIVORNO. La Russia vuole realizzare un progetto energetico congiunto con la Cina in Estremo oriente ed in Tranbalkalia. Il presidente russo Dmitri Medvedev ha detto all’apertura del summit Russia-Ue di Khabarovsk che «Bisogna attrarre investimenti cinesi per la costruzione di siti di raffinazione e petrolchimici, nell’estrazione del carbone, nel trasporto marittimo e nella creazione di nuove capacità in Estremo oriente e in Transbaïkalia».

Una precisa indicazione agli europei che la Russia guarda anche ad est, e che qui intravede un mercato che potrebbe anche sostituire quello degli “esigenti” europei, che manovrano un po’ troppo nel Caucaso e nell’Asia Centrale con gas e petrolio. Secondo Medvedv, «La Russia e la Cina hanno delle grandi opportunità per la costruzione di centrali termoelettriche nella regione. Pechino costituisce uno dei principali partner della Russia. La Russia deve definire efficacemente le priorità della cooperazione con la Cina e costruire con saggezza progetti finanziati e investimenti congiunti».

Igor Setchin, il vice-premier russo che si occupa di energia, ha detto alla stampa presente in forza a Khabarovsk che «La Russia renderà pubbliche le sue proposte riguardanti le forniture di gas alla Cina nel corso della futura visita a Mosca del presidente cinese Hu Jintao. Pensiamo che la cooperazione con la Cina in questa sfera sia molto promettente».

La Russia guarda con grande interesse alle grandi possibilità che la Cina offre per le esportazioni del suo gas ed anche al mercato degli altri Paesi dell’Asia-Pacifico, per questo punta alla rapida creazione ai confini siberiani con la Cina di un sistema unico di produzione, trasporto e distribuzione di gas che è già previsto nel “Programma gasiero dell’Estremo Oriente” che è stato affidato al coordinamento dell’onnipresente Gazprom.
Medvedev ha anche fissato per la Russia l’obiettivo di passare per l’Asia-Pacifico dalle semplici esportazioni di materie prime a quelle di prodotti trasformati, in particolare per quel che riguarda il legname e gli idrocarburi.

«Dobbiamo evidentemente modificare le nostre priorità: passare dalle esportazioni “primitive” di materie prime a quelle di prodotti trasformati – ha detto il presidente russo - Il che ci permetterà di ottenere il massimo profitto dalla cooperazione con gli altri Stati. Questo dovrà abbracciare tutto il potenziale dell’Estremo Oriente: petrolio, gas, legname e metalli».

La nuova politica di Mosca quindi non prevede solo uno spostamento verso il quadrante orientale dei suoi interessi energetici, ma anche una concorrenza diretta con europei, giapponesi e americani sui prodotti finiti. Lo Stato-mercato russo delle materie prima rischia di diventare un supermercato pieno di nuovi prodotti concorrenziali. L´Europa è avvertita.

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