[19/05/2009] Comunicati

La Prestigiacomo co-presidente del Gruppo Ieg dell’Onu chiamato a riscrivere la governance ambientale

ROMA. Il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo è stata indicata dai paesi occidentali quale co-presidente del Gruppo International Enviromental Governance (Ieg) che è chiamato a rivedere le regole della governance internazionale sull’ambiente dell’Onu, o meglio l’intrico di competenze che vedono diverse agenzie occuparsi di tematiche ambientali, spesso accavallando progetti ed interventi

Una nota del ministero dell’ambiente spiega che «L’indicazione di Stefania Prestigiacomo come co-presidente è giunta a margine della Conferenza sullo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite svoltasi a New York nei giorni scorsi. L’altro co-presidente del gruppo sarà indicato nei prossimi giorni dai paesi in via di sviluppo.Obiettivo del Gruppo IEG, che si riunirà entro la fine di giugno a Belgrado, è quello di ripensare la Governance Onu in materia di Ambiente oggi frammentata e che richiede organismi e regole all’altezza della complessità dei problemi da affrontare».

La proposta di un super-agenzia Onu per l’ambiente circola da tempo ed è riemersa con forza anche al recente Congresso mondiale dell’Iucn a Barcellona. In questo campo la situazione all’Onu si è andata particolarmente infoltendo di competenze: dal 1972 è operativo il Programma delle Nazioni Unite sull’Ambiente (Unep) che dovrebbe gia svolgere il ruolo di coordinamento dell’Onu per quel che riguarda le tematiche ambientali, accanto alle attività dell’Unep convivono oltre 500 Accordi multilaterali, internazionali e regionali, per la tutela dell’ambiente che hanno propri organismi dirigenti e diversi meccanismi finanziari per raccogliere le risorse necessarie per rispettare gli impegni presi (e qui il nostro Paese è maestro nel non rispettarli…). L’Onu si occupa di ambiente anche attraverso Fao, Unesco, United Nations Development Programme (Undp), International Atomic Energy Agency (Iaea), World Meteorological Organization (Wmo), Banca Mondiale e collabora con l’Iucn.

«Contemporaneamente – scrive il nostro ministero - la gravità delle emergenze ambientali sono aumentate così come si è fatta più urgente la necessità di agire, tanto a livello di policy quanto a livello operativo. La frammentazione della governance, da un lato, e la gravità in cui versa lo stato dell’ambiente dall’altro, insieme alla necessità di garantire investimenti puliti nei prossimi anni per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze tanto ambientali quanto sociali, solleva la questione del rafforzamento della governance internazionale dell’ambiente».

La Prestigiacomo sarà chiamata a coordinare i ministri che fanno parte dell’ Ieg che entro il 2010 dovranno elaborare un pacchetto di proposte per il rafforzare la governance ambientale, le proposte dell’Ieg verranno discusse poi dall’Assemblea generale dell’Onu. A dire il vero le notizie sull’attività Ieg non sono molte: la pagina Unep che la riguarda è bloccata al 2005 e non dà informazioni di sorta.

E’ da almeno 9 anni che la comunità internazionale parla della necessità di un quadro internazionale e di un approccio più coerente per l’ambiente. Già nel 2000 a Malmö, in Svezia, il primo Global Ministerial Environment Forum (Gmef ) propose che la stri ha proposto che il World Summit on Sustainable Development (Wssd) «dovrebbe rivedere i requisiti per una grande struttura istituzionale per il rafforzamento della governance ambientale internazionale (Ieg), basata su una valutazione delle esigenze future di un architettura istituzionale che abbia la capacità di affrontare efficacemente le minacce ambientali a vasto raggio in un mondo globalizzato». L’Ieg è stato fatto, il resto lo stiamo ancora aspettando.

Torna all'archivio