[22/05/2006] Consumo

Marini e Realacci guidano la rivolta contro il vino «truciolato»

CASTEL DEL MONTE (L’Aquila). Il presidente del Senato Franco Marini ed Ermete Realacci, presidente del Comitato promotore di «Voler bene all’Italia», sono i primi firmatari della petizione di Legambiente e Città del vino, per tutelare i vini invecchiati tradizionalmente nelle botti di legno. Con la petizione si chiede la tutela del diritto dei consumatori di scegliere cosa bere. L’Unione europea potrebbe autorizzare l’introduzione dell’uso di trucioli di legno per simulare i processi di invecchiamento dei vini, senza alcun obbligo di indicare in etichetta la differenza tra vini realmente invecchiati in botti di legno e quelli con i tannini stimolati artificialmente.

«I sottoscritti cittadini – è scritto nella petizione – sconcertati dalla decisione dell’Unione europea di rivedere le norme sulle nuove pratiche enologiche, rivolgono un forte appello alla Commissaria all’agricoltura dell’Unione europea Mariann Fischer Boel e al Ministro dell’agricoltura italiano Paolo De Castro, affinché si impegnino contro l’ipotesi di approvazione della norma che legalizza l’uso di trucioli di legno di rovere al posto del tradizionale passaggio in barrique per ottenere in modo più rapido l’effetto invecchiamento per i vini prodotti in Europa e in Italia».

«Chiediamo al nuovo ministro delle Politiche agricole di impegnarsi affinché l’Italia riveda le sue posizioni su questa pratica enologica, che nulla ha a che fare con la nostra tradizione vitivinicola – ha detto il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon – se poi non fosse possibile vietare l’impiego dei trucioli in Europa che almeno venga stabilito l’obbligo di indicare chiaramente in etichetta che il prodotto è stato a contatto con i trucioli di legno. E questo sia sulle etichette dei vini europei che su quelle in arrivo dai nuovi Paesi produttori. Speriamo inoltre che i trucioli non siano la prima finestra che si apre, seguita da altre innovazioni sgradite a quei territori e a quei produttori che fanno della qualità la loro bandiera».

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