[22/04/2009] Rifiuti

Inaugurata dopo 10 anni la Tap: la piattaforma di Piombino tratterà i rifiuti speciali

PIOMBINO (Livorno). Per Piombino e per la Toscana tutta è una giornata importante questa in cui a livello internazionale si celebra la festa della Terra. È stata infatti inaugurata la piattaforma polifunzionale per la produzione di miscele idrauliche catalizzate, più conosciuta come piattaforma Tap, che alloggia a fianco della discarica di Ischia di Crociano, presso Piombino.

Dopo oltre un decennio da cui era stato avviato il percorso, l’impianto che potrà dare un valido contributo alla soluzione del problema dei rifiuti speciali, in particolare quelli prodotti dalla Lucchini, ha visto finalmente il taglio del nastro e potrà iniziare a trattare un mix di scarti (tra cui loppe, polveri e scorie di acciaieria e di altoforno) che miscelati a materiale inerte e addizionati con sostanze reagenti permetteranno di ottenere un prodotto finito riutilizzabile per vari scopi, in particolare sottofondi stradali.

Il costo finale dell’impianto si aggira attorno ai 12 milioni (comprese le strutture accessorie) di cui il 50% è stato finanziato con fondi di un Docup regionale, e il resto della società, che da circa un anno è composta dal 24,9% da Lucchini e il resto da Asiu che ha ricevuto anche le quote iniziali detenute dal comune di Piombino (70%).

«Ci sono stati ritardi anche colpevoli- ha detto il presidente di Tap e di Asiu spa, Fulvio Murzi - ma questo ha anche permesso di acquisire maggiore complessità tecnologica all’impianto in origine nato solo per smaltire i rifiuti Lucchini, che adesso potrà inserirsi nell’intero circuito di trattamento dei rifiuti, speciali e urbani».

Murzi ha infatti spiegato che è intenzione di Asiu far partire un progetto di revamping della discarica di Ischia di Crociano, in cui si prevede un trattamento dei rifiuti urbani non selezionati, da cui ottenere una frazione combustibile, e le ceneri prodotte dal processo termico potranno tornare alla Tap. Insomma una futura chiusura del cerchio dopo alcune tappe da mettere a segno.

Ma intanto quale sarà il mix che verrà trattato nella piattaforma?
«La piattaforma a regime sarà in grado di trattare 360mila tonnellate/anno di materiali di scarto, di cui dall’accordo con la Lucchini, 200mila tonnellate saranno di provenienza della stessa acciaieria. Il resto potranno essere altri materiali, come ad esempio le ceneri del processo di combustione del materiale selezionato dai rifiuti urbani».

Quindi pensate di poter trattare anche materiale che proviene da aeree esterne alla Val di Cornia?
«Tecnicamente è possibile, ma vedremo quale sarà la direzione che vorrà prendere la società».

Erano previsti alla Tap anche una parte dei rifiuti provenienti da Bagnoli, conferma?
«Sì una parte sarebbe stata destinata a Tap per farne Cic da utilizzare per riempimento delle vasche, ma finchè l’accordo non si chiude, non ci saranno materiali da trattare».

Asiu porterà in dote nella gara per il gestore unico dell’Ato costa anche questo impianto?
«No la piattaforma Tap è una società a sé che rimarrà fuori da quel percorso».

Quindi Tap entrerà finalmente in funzione e tratterà nella prima fase circa 50mila tonnellate, da cui dopo un processo tecnologico che prevede appunto la miscelazione e la catalizzazione si otterrà un materiale inerte semilavorato, che presenta caratteristiche certificate e che sarà possibile utilizzare tal quale come sottofondo per opere stradali, in primis il piazzale stesso dell’impianto, così da una scala pilota si potrà passare ad una scala reale.
Il materiale ottenuto dalla piattaforma Tap, attraverso ulteriori lavorazioni, potrà essere trasformato anche in altri manufatti, da destinare ad altri utilizzi.
Per questo è già avviata una collaborazione con il Cnr, in particolare la sezione che opera nella ricerca dei materiali, per poter prevedere in futuro lo sviluppo di altre tipologie di manufatti.

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