[22/05/2006] Acqua

Alte concentrazioni di arsenico nel canale di Piombino e sulle coste elbane

PORTOFERRAIO (Livorno) - Nel convegno del 19 maggio su «il nostro paesaggio, spazio per la natura, opportunità per l’uomo» organizzato da Apat e Comunità montana dell’arcipelago il professor Mario Dall’Aglio, del dipartimento di scienze della terra dell’Università La Sapienza di Roma, ha sottolineato come, già da uno studio sulla caratterizzazioni delle acque naturali in provincia di Grosseto, risulta una forte concentrazione di arsenico nei sedimenti circostanti l’isola d’Elba che raggiunge il livello più alto nei sedimenti marini davanti alle coste davanti alle ex aree minerarie: sul fondo del mare si raggiungono le 40 parti per milione (mg/kg o ppm) mentre il valore sulla terraferma è di 2 ppm. e il valore limite è 20 ppm.

«Nei sedimenti del Canale di Piombino e nei suoli dell’isola d’Elba – ha specificato il professor Dall’Aglio – da noi raccolti e analizzati si riscontrano concentrazioni di arsenico molto elevate, anche nell’ordine delle centinaia e migliaia di ppm. Ovviamente nelle aree fortemente anomale segnalate dovrebbero essere prese urgentemente iniziative atte a salvaguardare la salute umana».

Infatti, per Dall’Aglio qualche problema esisterebbe anche per l’acqua potabile visto che in molte zone sarebbe superato il limite di 10 microgrammi per litro, fino a picchi di 2593,2 parti/litro. «Una situazione – ha detto Dell’Aglio – non solo elbana ma analoga a molti siti toscani per i quali però non esiste ancora una mappatura completa, anche se l’Unesco, già dal 1995 la richiedeva e se questo è un discorso già avanti in molti paesi, mentre in Italia non è ancora stato fatto nulla».

La presenza di arsenico nelle acque toscane è originato dall’interazione dell’acqua con le rocce molto spesso ricche di questa sostanza, come da apporti di fluidi termali profondi nelle acque più superficiali e naturalmente per le acque meteoriche che raggiungono mare e falde dalle aree minerarie dimesse per le quali la stessa regione Toscana ha posto in rilievo il rischio e la necessità di avviare la bonifica.

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