[22/05/2006] Comunicati

Marghera, dopo la condanna il Wwf chiede la bonifica

ROMA. La condanna in appello a cinque ex dirigenti della Montedison per le morti tra i dipendenti del Petrolchimico di Porto Marghera (nella foto), confermata venerdì sera dalla Cassazione, ha chiuso la vicenda del maxi processo avvalorando l’ipotesi sostenuta dall’allora pubblico ministero Felice Casson. All’indomani della pronuncia della Cassazione, il Wwf chiede che si dia subito il via alla bonifica anche se «le norme che hanno portato a questo processo sono state stravolte dalla cosiddetta Legge Delega ambientale».

Per il Wwf, è importante l’affermazione del «principio della responsabilità sul danno ambientale». La sentenza insomma soddisfa l’associazione. «Adesso – sostiene il Wwf – si è ottenuta una condanna dei responsabili dopo lunghissimi anni di processo ma ancora non sono state avviate attività significative di bonifica della laguna di Venezia e le nuove norme rendono tutto più lontano e difficile. Non è dunque un senso di rivalsa che oggi deve essere affermato quanto la certezza di un intervento di risanamento e la speranza che forme di inquinamento gravissime come quello di Porto Marghera non avverranno in futuro».

Da qui, un doppio appello: da una parte alla modifica del Testo unico sull’ambiente, dall’altra, all’approvazione del Regolamento europeo sulla chimica (Reach) che dovrebbe «progressivamente e finalmente mettere al bando molte delle sostanze che hanno causato il disastro ambientale a Marghera e le vittime conseguenti».

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