[17/04/2009] Parchi

Domenica la festa delle oasi del Wwf mette la Toscana in prima fila

LIVORNO. La grande festa della natura e delle oasi del Wwf è domenica 19 aprile: aperte oltre 100 Oasi, aree protette dell’Associazione, gratuitamente in tutta Italia. Previsti moltissimi eventi per le centinaia di migliaia di persone che ogni anno da quasi vent’anni partecipano a questa iniziativa.

WWF Italia ha anche presentato oggi un dossier che racconta come sarebbe stata l’Italia se non fossero nate le Oasi del WWF. La splendida spiaggia di Torre Salsa, in Sicilia: villaggio turistico; l’Oasi di Macchiagrande, uno degli ultimi tasselli di verde sul litorale laziale: discarica, pascolo abusivo, area degradata oppressa dalle piste dell’aeroporto; il Lago di Burano, casa di fenicotteri e uccelli migratori: riserva di caccia.
Le oasi hanno contribuito a salvare specie fortemente minacciate come il cervo sardo (Oasi di Monte Arcosu), la lontra (tra le altre, Burano, Policoro, Persano, Grotte del Bussento), il lupo (Oasi appenniniche), il fenicottero rosa (Orbetello, Burano,) e anche specie meno note come il piccolo anfibio Pelobate fosco (Bellinzago). Alcune oasi sono invece state il primo tassello per la nascita di aree protette più grandi, poi divenute Parchi nazionali o regionali, come il Parco nazionale della Maiella o il Parco Regionale dei Monti Picentini.

Il dossier evidenzia anche come molta parte di questa imponente opera di conservazione sia stata portata avanti grazie all’aiuto di tutti i cittadini attraverso le campagne di raccolta fondi avviate negli anni dall’Associazione, come l’area alpina del Bosco di Valtrigona (Trento), il selvaggio Bosco Rocconi (Grosseto), la splendida Oasi di Orbetello. E’ anche alla luce di questi importanti risultati “collettivi” che il WWF ha avviato quest’anno un’importante campagna di raccolta fondi, declinata in una vera maratona di iniziative per tutto il mese di aprile.

L’evento centrale della Giornata del 19 aprile si svolgerà nell’Oasi toscana di Burano, alla presenza del presidente onorario del WWF Italia Fulco Pratesi, del direttore scientifico Gianfranco Bologna e del geologo Mario Tozzi, un appuntamento che sarà seguito in diretta su RAI 3 dalle 9.00 alle 11.00 lo “Speciale Oasi” del programma Ambiente Italia, condotto da Beppe Rovera.

«La Toscana è in questo momento un vero “laboratorio” per la conservazione della biodiversità nel nostro Paese, - ha dichiarato il Presidente WWF Toscana Marcello Demi- dove si sperimentano metodologie innovative già adottate a livello internazionale».
Una esperienza partita dalle prime Oasi che il WWF ha creato proprio in Toscana, Burano e Orbetello, consentendo di sperimentare la metodologia degli “Standard” internazionali per la redazione dei piani di gestione delle due Riserve Naturali dello Stato. La stessa metodologia viene oggi utilizzata, con gli opportuni adattamenti, per la redazione del primo Piano di Azione Regionale per la conservazione della biodiversità.
L’esperienza pilota della Toscana è promossa, come caso studio a livello nazionale, anche dalla Direzione Protezione della Natura del Ministero dell’Ambiente, interessata alla definizione di linee guida utili per la possibile realizzazione di Piani analoghi da parte delle altre Regioni, nella prospettiva della futura attuazione della Strategia Nazionale per la Biodiversità, la cui redazione entro il 2010 è stata annunciata in Parlamento dal Ministro Stefania Prestigiacomo.

Ringraziando il Wwf Erasmo D’Angelis (Pd), presidente della Commissione Territorio e Ambiente del Consiglio Regionale ricorda che nella nuova legge regionale sulle Aree protette che sta per essere discussa in Consiglio Regionale, sarà ulteriormente valorizzato l’intero sistema regionale delle aree protette, costituito da 3 Parchi nazionali, 3 regionali, 3 Provinciali, 31 Riserve dello Stato, 42 Riserve provinciali 52 ANPIL (Aree Naturali Protette di Interesse Locale), aree umide come il Padule di Fucecchio, che è la più grande palude interna italiana, le splendide oasi del Wwf e preziosi rifugi come Galceti, per una superficie complessiva di circa 225.000 ettari. La grande sfida – conclude D’Angelis - è anche quella di attivare economie locali sostenibili con cooperative giovanili in grado di produrre nuova occupazione, anche qualificata, per la difesa della natura».

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