[17/04/2009] Comunicati

Le Americhe fissano tappe e programmi per energia e sostenibilità

LIVORNO. Al summit dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa) che inizia oggi a Port of Spain, a Trinida e Tobago, i temi centrali sono la sicurezza energetica e la sostenibilità ambientale, due questioni che dividono i vari Paesi ed il Nordamerica ricco dal Sudamerica in via di sviluppo ma con abbondanti risorse naturali, petrolifere e minerarie. Sulle questioni la bozza di dichiarazione presentata al summit è molto volitiva e speranzosa: «Noi svilupperemo dei sistemi energetici puliti, redditizi e sostenibili, riducendo l’intensità energetica e di carbonio delle nostre economie, promuovendo l’efficienza energetica in tutti i settori, diversificando la nostra energia attraverso lo sviluppo di fonti rinnovabili a basso tenore di carbonio ed incoraggiando più puliti e più efficienti combustibili fossili. Ci impegniamo ad accrescere il contributo delle fonti di energia rinnovabile a basso tenore di carbonio per soddisfare almeno il 50% della nostra domanda nazionale di energia primaria al più tardi nel 2050 e se sarà il caso introdurremo politiche quadro e nuovi finanziamenti per facilitare ed accelerare questo processo».

La dichiarazione impegna i 34 Paesi dell’Osa a migliorare l’efficienza ed il risparmio energetico «In particolare nei nostri sistemi di trasporto e nel settore industriale, all’interno delle piccolo e medie imprese ed a livello familiare, al fine di promuovere dei modelli di produzione e di consumo più sostenibili. Incoraggeremo l’introduzione di esigenze minimali di efficienza e dei sistemi di classificazione armonizzata per le apparecchiature domestiche ed industriali. Esamineremo gli standard di costruzione ed eleveremo il livello di efficienza energetica e svilupperemo direttive urbanistiche per incoraggiare l’esistenza di città più eco-energetiche».

Per far questo l’Osa pensa ad una diversificazione di tecnologie energetiche, infrastrutture e sistemi di distribuzione che facilitino l’accesso e lo sviluppo, entro il 2012, ad un mercato energetico trasparente, con pianificazioni e regole più semplici, coerenti ed efficaci. Gli Stati americani riconoscono che il potenziale delle nuove tecnologie è essenziale per centrare questi obiettivi e per diversificare la produzione energetica: «Incoraggeremo lo sviluppo, la produzione e l’utilizzo dei biocombustibili attuali e di seconda generazione, compresi I biocombustibili a base di zucchero, cellulosici, algali e batterici e svilupperemo una serie di specifiche tecniche compatibili entro la fine del 2014 per facilitarne il commercio e l’utilizzo crescente e tenendo di conto delle norme esistenti e in progetto. Svilupperemo strategie per la coltura e la produzione sostenibile di biomasse, accordando un’attenzione particolare al bisogno di garantire la sicurezza alimentare e, al più tardi entro la fine del 2012, di sviluppare una strategia per i biocombustibili di seconda generazione ed i biocombustibili più avanzati, per assicurare che non entrino in concorrenza diretta con altre colture agricole per la terra, l’acqua o i concimi. Sosterremo anche sviluppo e utilizzo dell’eolico a terra ed a mare, fotovoltaico tradizionale ed a base di polimeri, centrali a inseguimento, potenza geotermica ed idraulica, pile a combustibile ad idrogeno ed altre nuove tecnologie energetiche».

Per ovviare alla intermittenza ed alla disponibilità di certe energie rinnovabili l’Osa pensa a nuove infrastrutture e reti di distribuzione transfrontaliere che rispettino la salute umana e l’ambiente, ma anche più ricerca e trasferimento di «tecnologie ecologicamente razionali e la commercializzazione di soluzioni energetiche nuove e più pulite», attraverso una migliore cooperazione internazionale.

L’Osa riconosce che «Le questioni relative a disponibilità, costo e sicurezza del nostro approvvigionamento energetico, alla nostra competitività economica ed alla sostenibilità del nostro ambiente sono strettamente legate tra loro, ci impegniamo a sviluppare un quadro politico coerente con le nostre diverse situazioni, circostanze ed opportunità, che permetta il rafforzamento e la diversificazione simultanei di tutte le nostre economie». Per questo, nel quadro dell’Osa e dell’Alianza para energía sostenible en las Américas, i ministri per l’energia, la pianificazione, la regolamentazione e le finanze verranno incaricati, di sviluppare entro il 2011 una strategia comune per aumentare l’efficienza energetica, diversificare le fonti di energia, minimizzare l’impatto ambientale, rinforzare l’indipendenza energetica ed ottenere forniture energetiche sicure ed accessibili anche ai più poveri.

I 34 Paesi sottolineano che «Lo sviluppo sociale ed economico dipende integralmente dalla conservazione e protezione dell’ambiente. Di conseguenza, riaffermiamo il nostro forte impegno riguardo allo sviluppo sostenibile così come definito dal Summit mondiale sullo sviluppo sostenibile a Rio nel 1992 e a Johannesburg nel 2002, dalla Dichiarazione di Santa Cruz de la Sierra del 1996, dalla Dichiarazione di Santa Cruz +10 del 2006 e dagli Obiettivi del millennio per lo sviluppo dell’Onu».

L’Osa si impegna a prendere tutte le misure necessarie per stabilizzare i gas serra ad un livello che sia sotto quello del rischio di cambiamenti seri del clima e del sistema meteorologico del pianeta ed a condividere le informazioni e a rafforzare l’allarme per le catastrofi naturali e introdurrà misure di pianificazione territoriale più efficaci perché non si costruisca in zone a rischio e per dare alternative abitative ai poveri costretti a viverci.

«Opereremo anche – si legge nella bozza di dichiarazione – per la promozione di una governance ambientale solida e consolidante la legislazione ambientale nazionale, rafforzandone le competenze istituzionali per la gestione delle risorse ambientali, conformemente alle nostre priorità in materia di sviluppo sostenibile. Sosteniamo anche il proseguimento del dialogo e della cooperazione nel quadro della Convenzione dell’Onu sui cambiamenti climatici (Unfccc), compresi gli impegni sulla cooperazione a lungo termine, presi a Montréal nel 2005 e con la road map di Bali del 2008 e ci impegniamo ad operare per un accordo mondiale in occasione della riunione dell’Unfccc a Copenhagen nel 2009».

L’Osa ed annuncia per il 2010 una grande riunione del Programma interamericano de desarrollo sustentable, con le istituzioni finanziarie e per lo sviluppo sostenibile internazionali, ricercatori e società civile per definire programmi concreti su gestione delle risorse idriche, prevenzione e attenuazione delle catastrofi, gestione forestale e della pesca, sviluppo agricolo e rurale, protezione degli ecosistemi e della biodiversità, gestione delle risorse naturali e dell’ambiente urbano e del trattamento dei rifiuti pericolosi, con un’attenzione particolare alle zone più vulnerabili, comprese le pianure costiere ed i piccoli Stati insulari.

Entro il 2011, i ministri dell’ambiente e per lo sviluppo sostenibile dovranno, in collaborazione con la Banca mondiale, avviare una revisione globale degli impatti potenziali dei cambiamenti climatici per tutte le nazioni delle Americhe e proporre un piano d’azione nazionale per la loro gestione e attenuazione, in particolare per quel che riguarda le popolazioni che potrebbero diventare profughi ambientali o perdere i loro mezzi di sussistenza. Entro il 2013 dovrà essere pronta una strategia continentale per la gestione degli impatti dei cambiamenti climatici.

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