[16/04/2009] Consumo

Slow fish, buone pratiche e bioplastiche per il mare in crisi

GENOVA. Da domani (17 aprile) al 20, si tiene a Genova Slow Fish, un salone internazionale biennale organizzato da Slow Food e regione Liguria che attraverso convegni, incontri e degustazioni affronta temi come la produzione ittica sostenibile ed il consumo responsabile per mitigare l’impatto sul mare ed agli ecosistemi oceanici e di acqua dolce.

Gli organizzatori spiegano che «Il mare è il collettore finale di tutti i comportamenti umani, anche quelli adottati sulla terra ferma. Singoli individui e attività produttive possono arrecare gravi danni all’ecosistema ma anche concorrere sensibilmente a migliorare lo stato del nostro pianeta. A Slow Fish - progettato da Slow Food, Regione Liguria, Fiera di Genova, Comune di Genova, AMIU, assieme a Novamont e ad altri partner qualificati che guarda sempre più all’ambiente nella sua totalità - debutta lo spazio delle Buone Pratiche, pensato per dare visibilità a idee, comportamenti, invenzioni e progetti che si propongono come risposte concrete agli allarmi planetari. In questo spazio espositori provenienti da diverse nazioni mostrano ai visitatori soluzioni e strumenti utili a migliorare l’impatto delle attività umane sull’ambiente. Proposte semplici e a portata di mano per operatori del settore agroalimentare e consumatori su come risparmiare acqua o energia elettrica, conservare o cucinare i cibi con metodi ecologici, riciclare in modo più efficace e meno complesso, progettare case che non hanno bisogno di riscaldamento, e molto altro ancora. Questi esempi virtuosi sono in mostra al piano terra del padiglione B durante l’orario di apertura di Slow Fish: da venerdì a domenica dalle 11 alle 23; lunedì dalle 11 alle 20».

Anche a Genova Novamont prosegue la sua collaborazione strategica con Slow Food «per promuovere e progettare eventi a basso impatto ambientale, riducendo la produzione di rifiuti non riciclabili, limitando le emissioni di CO2, il consumo di energia non rinnovabile e promuovendo stili di vita e di consumo a ridotto impatto ambientale». A Slow Fish verrà avviato un progetto che secondo Novamont ha «una visione sistemica, atta a ridurre progressivamente l’impatto ambientale, sviluppando nuovi scenari sostenibili di consumo e di gestione degli scarti, rendendoli utilizzabili per altri processi e conferendo loro un nuovo valore economico. Un progetto che sarà applicato al tessuto organizzativo ed ai Presìdi (di Slow Food, ndr), coinvolgendo diversi settori quali gli allestimenti, la produzioni di rifiuti, gli imballaggi, i materiali per la fruizione del cibo, la logistica per il trasporto delle merci, le emissioni di CO2, la mobilità, le risorse energetiche ed idriche».

Novamont contribuisce al nuovo progetto mettendo a disposizione la sua esperienza nel settore delle bioplastiche e per «una nuova politica industriale in grado di saldare le esigenze dell’economia con la sostenibilità, creando un sistema integrato tra chimica, agricoltura, industria ed ambiente per uno “sviluppo veramente sostenibile” e a basso impatto ambientale». L’accordo con Slow Food prevede anche la fornitura di prodotti monouso biodegradabili e compostabili in Mater-Bi (stoviglie e shopper e fodere) per permettere una efficiente gestione della raccolta differenziata dei rifiuti organici durante le varie manifestazioni.

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