[16/04/2009] Energia

L’Iran vuole costruire centrali nucleari per 19.000 MW ma apre ai 6

LIVORNO. Dopo l’inaugurazione in pompa magna elettorale della centrale nucleare di Buchehr, oggi Ahmad Fayazbaksh, vice presidente dell´Organizzazione iraniana per l’energia nuclare (Oeua) ha annunciato che «ora attendiamo la decisione del nostro Parlamento sulla costruzione, in prospettiva, di altre centrali nucleari di una potenza totale di circa 19.000 MW. I buoni rapporti di partenariato tra la Russia e l´Iran ci permettono di sperare in una cooperazione energica in materia di costruzione di nuove centrali». Non a caso le dichiarazioni di Fayazbaksh sono state pubblicate con grande rilievo sul sito del monopolista del nucleare russo Atomenergoprom.

Ieri il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad aveva annunciato di elaborare una serie di nuove proposte rivolte al gruppo dei 6 (Cina, Francia, Germania, Gran Bretagna, Russia ed Usa); «Abbiamo preparato un pacchetto di iniziative suscettibile di costituire una base per regolare il problema nucleare iraniano. A breve verrà presentato all’Occidente – ha detto Ahmadinejad in una conferenza stampa a Teheran – Ma l´Iran non discuterà che sulla base di questo nuovo pacchetto che garantisce la pace e la sicurezza nel mondo».

Le nuove iniziative iraniane sono una versione rivista delle proposte di regolamentazione del problema nucleare su scala mondiale presentate dalla Repubblica islamica iraniana nel maggio 2008: un consorzio per l’arricchimento dell’uranio e la produzione di combustibile nucleare in diverse parti del mondo, compreso l’Iran, per evitare che il monopolio delle grandi potenze nucleari decida chi può o meno sviluppare il nucleare.

Sembrerebbe una timida apertura all’invito di aprire un dialogo che I ministri degli esteri dei 6 hanno rivolto la settimana scorsa a Teheran. Durante un colloquio telefonico con l’alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza dell’Ue, Javier Solana, il segretario del Consiglio superiore della sicurezza nazionale dell’Iran, Said Jalili, ha detto che Teheran è pronta ad avviare un dialogo costruttivo con i 6.

Evidentemente il diverso atteggiamento Usa e la mano tesa di Obama cominciano a scongelare alcune posizioni, anche se nella sua consueta conferenza stampa settimanale il portavoce del ministero degli esteri iraniano, Hassan Qashqavi, ha riconfermato la posizione ufficiale sul programma nucleare: «Tutti gli Stati hanno il diritto naturale a esportare i propri prodotti legati all´attività nucleare, combustibile compreso, a chiunque basta che il tutto avvenga sotto la supervisione dell´Agenzia atomica internazionale. Queste attività non devono essere monopolio di pochi Stati».

E l’agenzia Irib rinfocola l’orgoglio nazionale: «Il commercio del combustibile nucleare è un business colossale a cui le grandi potenze non rinunciano volentieri, mentre l´Iran è destinato a diventare un loro naturale concorrente una volta sviluppata la produzione su scala industriale, senza dimenticare le immense risorse di uranio naturale che vanta la Repubblica islamica».

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