[15/04/2009] Parchi

Nel parco di Pratolino abitano 10 diverse specie di pipistrelli

FIRENZE. L’antropizzazione del territorio sta producendo un preoccupante declino delle popolazioni italiane di chirotteri, meglio noti come pipistrelli. Tra le cause accertate figura l’alterazione o la sparizione dei rifugi che i chirotteri utilizzano per il riposo, lo svernamento e la riproduzione. La necessità di trovare spazi caratterizzati da microclima stabile, bassi livelli luminosi e tranquillità, porta i pipistrelli ad insediarsi con colonie importanti proprio all’interno di edifici che posseggono valenze storico-monumentali. Di qui la necessità di trovare opportune formule di convivenza che permettano la tutela dei piccoli mammiferi e la conservazione degli edifici.

Con questo spirito è stato condotto lo studio sui pipistrelli presenti nell’area del Parco di Pratolino, dagli zoologi del museo di Storia naturale dell´Università di Firenze. La ricerca, ormai conclusa, aveva l’obiettivo di definire esattamente le specie di chirotteri, la loro consistenza, i rifugi e il loro utilizzo stagionale, all’interno del parco di Villa Demidoff dove sono almeno una decina i monumenti e gli edifici a diverso stato di conservazione interessati dalla presenza di chirotteri, o che presentano elevate potenzialità per il loro rifugio.

I risultati anticipati dai ricercatori sono di indubbio rilievo: sono state rilevate ben 10 diverse specie, due grandi colonie riproduttive, una colona invernale e una rara colonia di accoppiamento (o di “swarming”). Si sono quindi identificate le priorità e messi in atto i primi interventi di gestione per la conservazione di questa importante parte del prezioso patrimonio di biodiversità per il quale è stata chiesta la collaborazione all’amministrazione provinciale.

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