[19/05/2006] Rifiuti

Carcasse di animali in putrefazione per incolpare un impianto di rifiuti

ASCOLI. C’è una storia che viene dalle Marche e che vale la pena raccontare: è l’incredibile vicenda di una società, la Uniproject, che gestisce un polo impiantistico (nella foto) di proprietà della Piceno Consind per il trattamento dei rifiuti, che per giorni viene ‘messa alla gogna’ da cittadini, organi di stampa e istituzioni per il terribile odore che era diffuso nella zona.

«Un po’ tutto il personale della ditta – racconta il direttore tecnico Fausto Latini - mano a mano che passavano le ore e che arrivavano avvisi e proteste, veniva coinvolto nella situazione e si improvvisava "segugio" alla ricerca della fonte odorigene. Si sono fatte indagini anche lungo il fiume e in tutta la zona circostante ma la brezza che spirava rendeva molto difficoltosa l’individuazione della sorgente che nemmeno durante le ore serali veniva scoperta».

La sorpresa è arrivata invece la mattina del quinto giorno dalla prima segnalazione, quando un dipendente della ditta recandosi a lavoro ha scoperto un camion parcheggiato dietro una siepe e ben coperto da due pioppi che portava un cassone giallo dal quale fuoriusciva un olezzo incredibile di materiale organico in putrefazione e scolava a terra un liquido color sangue.

Subito sono state avvertite le autorità competenti e prontamente il servizio aria-rifiuti-suolo dell’Arpam di Ascoli Piceno è intervenuto sul posto prendendo le opportune decisioni del caso.

Il cassone infatti conteneva carogne di animali morti e pare che sia stato lasciato appositamente davanti agli impianti della Uniproject proprio perché quello era un polo di trattamento rifiuti, quindi nessuno si sarebbe meravigliato di sentirvi delle puzze e sarebbe stato accusato del fetido odore sprigionato dall’automezzo.

L´azienda ha espresso tutto il suo rammarico «perché episodi del genere arrecano un danno incredibile all’azienda. Lo stesso direttore ci tiene invece a far presente che da anni la società Uniproject investe in sistemi di abbattimento odori nel convincimento che gli impianti per il trattamento di rifiuti siano una risorsa per il territorio e per la realtà produttiva locale e che possano essere gestiti senza causare disagi per la popolazione circostante».

L’auspicio di Uniproject è che la stessa attenzione rivolta dalle autorità ai rifiuti «venga riposta anche al trasporto di materiale potenzialmente infettante oltre che fortemente odorigeno che non sia classificato come rifiuto. La pericolosità per la popolazione è comunque analoga e non è igienicamente possibile, a suo avviso, che un mezzo di trasporto possa fermarsi per giorni in qualsivoglia posto della città con il suo carico di carogne, senza che il conducente ne debba in qualche modo rispondere. Ma lasciamo che le autorità facciano i dovuti accertamenti ed indagini del caso».

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