[15/04/2009] Urbanistica

Piano Casa. Legambiente: «Il “fai da te” per lavori interni è bomba a orologeria»

LIVORNO. Non c’è che dire: con le diverse versioni del Piano casa proposte ormai settimanalmente dal governo le sorprese non mancano e quasi mai sono buone. Oggi Legambiente lancia l’allarme sul testo che dovrebbe essere approvato venerdì dal Consiglio dei ministri di venerdì prossimo e che contiene orme che semplificherebbero le procedure per interventi strutturali interni potenzialmente pericolosi per la stabilità degli edifici. Legambiente prende di mira la norma che renderebbe inutile ogni autorizzazione e controllo per «le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici».Oggi l’autorizzazione di inizio attività ha bisogno di una Dichiarazione di inizio attività (Dia), presentata in comune e firmata da un professionista abilitato che così si assume la responsabilità dell’opera; e deve contenere il nome dell’impresa che realizzerà i lavori, si tratta già di una grossa semplificazione rispetto a prima, visto che l’iter prevede l’approvazione automatica dopo 30 giorni.

Invece, con la semplificazione proposta dal governo chiunque sarebbe libero di fare modifiche interne che potrebbero mettere anche a rischio la stabilità di un intero edificio. Edoardo Zanchini, responsabile urbanistica di Legambiente, non ha mezzi termini: «Un provvedimento pericolosissimo, di cui non si è compresa appieno la portata. La proposta di rendere “atto libero” i lavori di manutenzione straordinaria, contenuta nel provvedimento che il Governo ha in mente di approvare nel prossimo Consiglio dei Ministri, avrebbe effetti pericolosissimi sulla sicurezza degli edifici. Com’è possibile che ancora nel pieno della tragedia del terremoto in Abruzzo nella quale si sono evidenziate le rilevanti negligenze progettuali e costruttive alla base di molti crolli, in un Paese in cui migliaia di comuni sono a rischio idrogeologico e sismico, e che ha già conosciuto tragedie dovute a imperizie e illegalità edilizie, si possa pensare di rendere “atti liberi”, ossia senza progetto, senza controlli, senza indicazione dell’impresa realizzatrice, interventi che possono mettere a rischio gli edifici e quindi l’incolumità delle persone?

Basta leggere la definizione di Legge (Art.3, comma 1, lett. b) del D.P.R. 380/2001) per capirne le conseguenze. Vuol dire che chi abita in un condominio potrebbe improvvisarsi “progettista” e avviare lavori di demolizione interna e ridefinizione completa delle pareti della propria casa senza che vi sia alcun progetto, senza informare il Comune, senza necessità di ricorrere ad un’impresa determinata, con grande giubilo di chi lavora in nero e soprattutto senza che nessuno ne abbia poi la responsabilità. Autorizzare il “fai da te” per questo tipo di interventi è quindi totalmente illogico. A trarne il principale vantaggio sarebbe infatti il lavoro nero, a scapito delle figure professionali abilitate come gli architetti, i geometri o gli ingegneri e delle imprese qualificate».

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