[19/05/2006] Comunicati

«L’ambiente come fattore di competitività»

SAN MINIATO (Pisa). Molto atteso, nel convegno promosso dalla Regione a San Miniato l’intervento dell’assessore all’ambiente Marino Artusa (nella foto), che ha ribadito l’importanza delle risorse ambientali come fattore di competitività. «Uno sviluppo durevole e sostenibile – ha detto – può essere il vero motore di un’economia di qualità che ci permette di affrontare le sfide del mercato globale». Da qui, Artusa ha preso le mosse per rafforzare la centralità del Piano regionale di azione ambientale che «punta a tutelare e valorizzare le risorse ambientali, trasformandole in un fattore fondamentale di crescita che può collocare la Toscana alla testa delle regioni europee», facendo gli esempi dello sviluppo delle fonti rinnovabili di energia e del risparmio energetico. «Lo insegna la Germania – ha detto Artusa – dove sono oltre mezzo milione gli addetti del settore: può venire da qui una formidabile spinta allo sviluppo di tecnologie d’avanguardia e di nuova occupazione».

La scommessa è, dunque, cambiare totalmente le lenti attraverso le quali si analizzano i processi sul territorio. «Il principio di sviluppo durevole e sostenibile, che vede l’ambiente non come limite o camicia di Nesso, ma come volano di una economia basata sulla qualità – ha proseguito Artusa – sta alla base dell’attività regionale, ed è il principio generale e il criterio guida della programmazione della Regione, oltre che del nuovo Statuto, del nuovo programma di governo 2005-2010, e della nuova legge sul governo del territorio. Ma il Piano regionale di azione ambientale non ha ancora una legge di riferimento. Chiusa la fase di sperimentazione che ha caratterizzato la precedente versione del piano, è giunto il momento di dare al Praa una veste istituzionale più pregnante, con una legge che lo preveda in modo specifico, ferma restando l’impostazione strategica complessiva e il modello di governance cooperativa che hanno contrassegnato il precedente piano triennale per l’ambiente».

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