[18/05/2006] Rifiuti

Per Unire i campi sintetici non sono pericolosi: «Sbagliati i metodi di analisi»

ROMA. Per l´Unione nazionale imprese recupero «non è nei fatti dimostrata l’effettiva pericolosità dei materiali da intaso (riciclati e non) utilizzati per la realizzazione di campi sportivi in erba sintetica».
Quindi, per le imprese di Unire (Unione nazionale imprese recupero) è non fondato l’allarme lanciato in questi giorni con «l´inopportuna divulgazione delle prime analisi della Commissione di inchiesta istituita dal ministero della Salute sui campi in erba artificiale che ha esaminato con condizioni non comparabili a quelle di utilizzo i campi in erba sintetica ad oggi realizzati. Tale diffusione di dati parziali ha creato in questa fase impropriamente situazioni di generale e ingiustificata avversità verso tali strutture, sia tra i soggetti pubblici interessati alla realizzazione, sia tra gli utilizzatori degli impianti sportivi in parola».

«Il lavoro svolto sinora dalla Commissione tecnica - dichiara il presidente di Unire Corrado Scapino si limita ad una prima fase del compito affidatole. Pertanto quanto ad oggi emerso, seppur analitico, non è certamente sufficiente a determinare il rischio derivante dall’utilizzo dei citati materiali, e tantomeno la tipologia di eventuali interventi da attuare. Ciononostante tale allarme ha determinato la paralisi dell’intero settore dei produttori di granulo riciclato che da anni, con gli investimenti realizzati, hanno inteso, in linea con gli orientamenti normativi comunitari e nazionali sugli ‘acquisti verdi’, offrire una risposta concreta e qualificata, nonché economicamente sostenibile, alle esigenze della pubblica amministrazione. Necessario, quindi, un rapido e adeguato completamento dei lavori della Commissione».

Secondo Unire la commissione avrebbe adottato metodiche di analisi previste per le bonifiche e non per i prodotti, «infatti l’applicazione di simili analisi ad altri prodotti di ampio utilizzo (guarnizioni, manopole di bici e moto, beni in plastica o gomma flessibile ad esempio), anche domestici ("presine del forno") – spiegano le imprese di recupero - porterebbe certamente a risultati analoghi con il conseguente improprio obbligo di smaltimento di molti beni comunemente usati senza alcun pericolo per la salute» .

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