[23/03/2009] Parchi

Il fungo killer uccide anche la rana-pollo di Montserrat

LIVORNO. In molte parti del mondo una malattia trasmessa da un fungo, la Chitridiomicosi, sembra essere la causa principale delle malattie che colpiscono e uccidono gli anfibi, fino a portare intere popolazioni a l’estinzione. Secondo i biologi, il Chytridiomycosis sarebbe il responsabile del catastrofico declino di alcune specie di anfibi in Australia, Americhe e Caraibi. La situazione in Europa è meno chiara per mancanza di dati, anche se alcune specie sono fortemente diminuite in aree montane della Spagna. Recentemente, il fungo Batrachochytrium dendrobatidis è stato rilevato in due zone della Gran Bretagna (coste della Cumbria ed intorno a Canterbury e Tunbridge Wells nel Kent), anche se non se ne conosce ancora il suo impatto.

La malattia, che infetta il tessuto di anfibi, non è pericolosa per l’uomo e prove di laboratorio hanno dimostrato che gli anfibi possono essere curati con fungicidi, ma questo tipo di cura è impraticabile in natura sulle popolazioni selvatiche di anfibi. Nessuno sa ancora esattamente quale sia il meccanismo che uccide gli anfibi, secondo una teoria il fungo rilascerebbe una tossina che uccide l’ospite, per altri altererebbe la pelle e, di conseguenza, la respirazione e l’assorbimento di acqua.

Mentre i ricercatori cercano rimedi, il fungo sta decimando vaste popolazioni di anfibi, l’ultima vittima è una delle più grandi rane del mondo la mountain chicken, letteralmente pollo di montagna (Leptodactylus fallax - nella foto), che sopravvive ancora nella parte orientale dell’isola caraibica di Montserrat, una colonia britannica. Nel 2002 la Chitridiomicosi ha spazzato via la mountain chicken da un’altra isola dei Caraibi, Dominica, eliminando la quasi totalità della popolazione locale di questa specie a rischio di estinzione.


Ricercatori ed ambientalisti speravano di poter evitare la diffusione del fungo ranicida a Montserrat, che restava l’unico habitat della Leptodactylus fallax al di fuori della Dominica, e, fino ad ora, una delle poche isole dei Caraibi sfuggite all’espansione della malattia. Il fungo ha invece raggiunto l´isola e arrivano a decine le segnalazioni di morte di rane, che già prima erano state messe in pericolo dalla caccia che subivano nelle due isole a causa della loro carne che, come dice il loro nome, ha un sapore simile a quella del pollo.

A questo si è aggiunta la perdita di habitat dovuta all’espansione di turismo, agricoltura ed insediamenti umani e, a Montserrat, anche una serie di eruzioni vulcaniche devastanti che avevano già ridotto le popolazioni selvatiche di mountain chicken, portando al lumicino le loro speranze di sopravvivenza, tanto che un gruppo di scienziati sta progettando di trasferire tutte le rane sane dell’isola per allevarle in cattività e salvarle da un’estinzione ormai certa, per poi reintrodurle nei prossimi anni in aree libere dal fungo.

Il Batrachochytrium dendrobatidis uccide le rane in tutti i continenti, ma alcune specie di anfibi sembrano essere immuni. L’area nella quale il fungo sembra aver fatto più danni irreparabili sembra essere l’Australia, dove ha infettato molte specie e ne ha portate alcune sull’orlo dell’estinzione. La green e golden bell frog (Litoria aurea) era una delle rane più abbondanti del sud-est dell’Australia, ma ha subito un fortissimo declino ed è scomparsa da vaste zone del suo areale, in questo caso al fingo si aggiungono i cambiamenti climatici, che in tutto il mondo sembrano essere una concausa dell’espansione della malattia.

La rana di Corroboree (Pseudophryne corroboree) è forse la rana che ha avuto il più rapido declino negli ultimi anni ed è accertato che il suo killer è proprio il fungo. La rana torrent tree (Litoria nannotis), anche se vive in una vasta area protetta senza disturbo antropico, ormai è confinata in una piccola parte del suo areale originale, e l’unica causa di questo declino appare proprio il fungo ranicida.

Torna all'archivio