[20/03/2009] Comunicati

Verso la nuova agenzia toscana per la protezione ambientale

FIRENZE. Sta lentamente prendendo “forma” la nuova Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana che verrà instituita in base alla proposta di legge di riforma. La norma in questi giorni è all’attenzione delle commissioni Sanità, territorio e ambiente del Consiglio regionale, presiedute da Fabio Roggiolani (Verdi) e Erasmo D’Angelis (Pd). «Dopo questo passaggio, che ha registrato giudizi sostanzialmente positivi – dichiarano Roggiolani e D’Angelis – porteremo la discussione nelle commissioni congiunte e poi in Aula per l’approvazione della nuova legge».

La novità più importante è rappresentata dal “catalogo delle attività”, l’elenco delle funzioni con le modalità di svolgimento e i relativi costi proposto da Arpat e direttamente indicati nella nuova legge. A tal proposito Fausto Ferruzza, direttore di Legambiente Toscana, una delle rappresentanze intervenute in concertazione ha tenuto a sottolineare: «Al punto 15 del preambolo di Legge è stata accolta l’integrazione delle associazioni ambientaliste in ordine alla prima approvazione del catalogo delle attività sentita la commissione consiliare competente». Gli intervenuti alle consultazioni (rappresentanze delle aziende sanitarie, delle categorie economiche, del mondo ambientalista) hanno avanzato alcune proposte come, ad esempio, l’opportunità di rafforzare le conferenze provinciali previste dalla legge, l’esigenza di evitare le attività di consulenza per i privati e hanno sottolineato l’importanza dell’attività di monitoraggio che affianchino costantemente i controlli ambientali. In effetti le attività di monitoraggio devono essere esplicitate in modo più chiaro anche nell’articolato della legge. Ulteriori spunti sono venuti dal presidente della commissione Sanità, Roggiolani, che ha avanzato tre proposte: istituire “controlli sulle attività di controllo”, prevedendo ispezioni sul 5% dei controlli effettuati, un modo per “garantire i dipendenti nello svolgimento delle loro funzioni”; realizzare la tracciabilità delle chiamate ad Arpat, attraverso un numero verde regionale per capire origine, tipologia, modalità e tempi di risposta (ha aspetti positivi ma si rischia di perdere alcune chiamate); creare centri regionali per le ispezioni complesse in settori industriali o in altri impianti che richiedono le tecnologie più avanzate. Sostanziale condivisione da parte della direttrice dell’Agenzia, Sonia Cantoni, che ha specificato che su questi aspetti diversi passi sono già stati compiuti. Nel merito poi della proposta di legge complessiva, Cantoni ha espresso un giudizio positivo: «supera molte criticità presenti nella legge precedente. Per un’efficace attuazione della nuova normativa- ha aggiunto la direttrice- dovremo contare da un lato sulla capacità, da parte dell’Agenzia, di catalogare le attività e ricondurle agli strumenti di programmazione; dall’altro, sulla capacità da parte delle istituzioni pubbliche di interpretare le reali esigenze della società toscana e di garantire le risorse adeguate per il loro soddisfacimento». Nel corso della mattinata le due commissioni hanno dato il via libera a maggioranza al programma di attività e al bilancio preventivo 2009 dell’Agenzia. I gruppi di centro-destra si sono astenuti sul programma e hanno votato contro sul bilancio. «Dopo anni di attesa, approviamo una legge che dà all’Arpat la massima operatività nei controlli individuando chiaramente le funzioni dell’Agenzia» ha concluso Erasmo d’Angelis.

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