[19/03/2009] Energia

World energy outlook 2008: resterà alta la domanda di petrolio e gas

LIVORNO. Nello scenario di riferimento nel periodo 2007-2030, delineato nel rapporto World Enery Outlook 2008 presentato stamani a Roma, la domanda mondiale di petrolio aumenterà in media dell’1% annuo, passando dagli 85 milioni di barili/giorno del 2007 a 106 milioni di barili/giorno nel 2030, anche se la sua percentuale sui consumi totali di energia mondiale subirà una flessione dal 34 al 30%. Riguardo al gas naturale si prevede un incremento più rapido sulla domanda che crescerà dell’1,8% annuo e la sua percentuale sulla domanda totale di energia (che sarà soprattutto nel settore elettrico) avrà un incremento del 22%.

Nonostante il Weo auspichi un processo di decarbonizzazione della produzione energetica mondiale, se lo scenario dovesse rimanere questo, vi sarà quindi ancora una richiesta molto alta di queste fonti fossili. Secondo il Weo, la quantità complessiva di petrolio e gas sarà sufficientemente grande per sostenere la richiesta prevista nello scenario di riferimento e per soddisfare la domanda almeno per i prossimi quarant’anni, al tasso di consumo attuale. Le risorse recuperabili totali di petrolio convenzionale, che includono le riserve iniziali accertate e quelle probabili dei giacimenti già scoperti, l’aumento delle riserve e i giacimenti ipotizzati ma non ancora scoperti, sono stimate in 3mila e cinquecento miliardi di barili. Sino ad ora è stato prodotto un terzo dei questa stima e si prevede che la maggior parte dell’aumento della produzione mondiale di petrolio (prevista nello scenario di riferimento) provenga dai paesi Opec e che la percentuale complessiva passi dal 44% del 2007 al 51% nel 2030.

Nella maggior parte dei paesi non Opec la produzione ha raggiunto il suo picco e questo sopraggiungerà entro il 2030 anche nella maggior parte degli altri paesi che detengono questa risorsa. Anche la produzione di gas naturale si concentrerà sempre più nelle regioni del mondo che ne sono ricche: circa il 46% dell’aumento della produzione mondiale previsto nello scenario di riferimento proverrà dai paesi del Medio Oriente, che triplicheranno l’attuale estrazione sino ad arrivare a circa mille miliardi di metri cubi nel 2030. Il resto della richiesta sarà soddisfatto da Africa e Russia.

Le rimanenti risorse accertate ammontano a circa 180mila miliardi di metri cubi (equivalenti a circa 60 anni della produzione attuale) concentrate per il 56% in tre paesi: Russia, Iran e Quatar, mentre l’altra metà è suddivisa in parti quasi uguali tra paesi Opec e non Opec (soprattutto africani).
Complessivamente quindi, anche le risorse di gas naturali si stimano in abbondanza, ma come per il petrolio, risultano concentrate in un numero limitato di paesi e di giacimenti e non esiste nessuna garanzia che queste risorse vengano sfruttate in tempo per soddisfare la domanda prevista.

I tassi di declino medio (ovvero i tassi ai quali la produzione dei giacimenti in attività diminuirà con la loro maturazione) calcolati sono attualmente del 6,7%, ma quelli naturali (che non considerano gli effetti di investimenti continui o periodici) sono in media circa un terzo più alti.
Quindi la possibilità di soddisfare la domanda prevista dipenderà molto dagli investimenti che verranno fatti, sia per i giacimenti in attività sia per quelli nuovi, che secondo le stime dello scenario di riferimento (2007-2030) comporteranno una cifra complessiva (tra gas e petrolio) di circa 8mila e quattrocento miliardi di dollari, pari ad una media di 350 miliardi di dollari l’anno. Cifre su cui è difficile scommettere che si voglia investire e su cui non è affatto scontato che i paesi che dovranno accollarsi gli oneri (ovvero quelli che sono più ricchi di riserve rimanenti) riescano ad attrarre sufficienti investimenti stranieri per rimanere al passo.

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