[19/03/2009] Rifiuti

L’Anci propone ai comuni ordine del giorno su deposito nazionale rifiuti nucleari

ROMA. L’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) ha pubblicato una bozza di ordine del giorno da far approvare nei consigli comunali per sostenere la Consulta dei Comuni sedi di servitù nucleari nella richiesta al Governo di certezze su tempi e modi della realizzazione del deposito nazionale delle scorie nucleari. Ecco il testo: nel novembre 1987 il referendum sulle attività nucleari ha concluso l’esperienza nucleare italiana senza tuttavia affrontare le tematiche conseguenti all’impatto degli impianti sui territori interessati e ai relativi danni che ne sono derivati per le popolazioni e che si sono protratti per oltre 20 anni. Nel luglio 1990 il CIPE ha disposto la chiusura definitiva degli impianti e nell’agosto del 2000 il MICA ha autorizzato le attività di decommissioning accelerato.

Il 2 Dicembre 2004 il Ministro delle attività produttive Marzano stabilì di:
• trattare e condizionare i rifiuti liquidi e solidi ,trasformarli in manufatti cementificati;
• valutare per il materiale irraggiato, la possibilità del trattamento o riprocessamento;
• effettuare la disattivazione accelerata di tutta la centrale e reattori nucleari procedendo allo smantellamento fino al rilascio incondizionato del sito;
• presentare entro il 31/12 di ogni anno la relazione sull’avanzamento delle attività e tempi previsti per la loro esecuzione, a cura di SO.G.IN.

La legge n. 368 del 2003 all’articolo 1 stabiliva che la Società gestione impianti nucleari (SOGIN S.p.a.), avrebbe dovuto provvedere provvede alla realizzazione del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, opera di pubblica utilità, dichiarata indifferibile ed urgente, che accrebbe dovuto essere completata entro e non oltre il 31 dicembre 2008.

Il Ministro delle attività produttive nel marzo 2006 ha emanato una “direttiva” recante indirizzi strategici ed operativi alla Soc. SOGIN SPA per il trattamento e riprocessamento all’estero del combustibile nucleare proveniente da centrali nucleari dismesse. La “direttiva” dispone di valutare i costi e portare a compimento l’operazione di riprocessamento del combustibile nucleare irraggiato presente nelle centrali di Caorso, Trino, Garigliano nonché la custodia ventennale dello stesso.

In data 27.09.2007, dopo la sottoscrizione del protocollo d’accordo avvenuta a Latina il 10 ottobre 2006 presso la sede nazionale dell’ANCI si sono riuniti a Roma i sindaci dei Comuni che ospitano nel loro territorio servitù nucleari costituendo la “Consulta ANCI Comuni Sedi di Servitù Nucleari” con l’obiettivo primario della Consulta di coordinare le attività dei diversi Comuni, al fine di individuare la strategia comune da seguire per i rapporti con le Istituzioni e in particolare con il Governo, per affrontare i diversi problemi che affliggono i territori dei Comuni Sedi di Servitù Nucleari.

Tutto ciò premesso, il consiglio comunale

Considerata l’esperienza particolarmente complessa e delicata dei territori che sono stati interessati dal nucleare di produzione senza alcuna corrispondente previsione relativa alle procedure finalizzate all’individuazione di un deposito nazionale per i rifiuti radioattivi e alla definitiva dismissione dell’impianto;

Preso atto che, a seguito delle recenti consultazioni politiche, si è tornati a discutere di un ritorno dell’Italia al nucleare, previsto in alcuni programmi elettorali e supportato da altre forze non politiche nell’intento di migliorare l’ambiente e di contenere i costi della produzione di energia;

Visto il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 25 febbraio 2008 che ha previsto la costituzione del Gruppo di Lavoro per l’individuazione della tipologia, delle procedure e della metodologia di selezione dirette alla realizzazione di un sito nazionale e di un centro di servizi tecnologici e di ricerca ad alto livello nel settore dei rifiuti radioattivi;

Atteso che il Rapporto finale del Gruppo di Lavoro è stato approvato dallo stesso il 25 settembre 2008 e che il documento risulta essere ancora all´esame della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e della Conferenza dei Presidenti delle Regioni, rispetto al quale è stato espresso il parere negativo della commissione ambiente;

Dato atto che, recentemente, il Ministro dello Sviluppo Economico ha fornito maggiori dettagli in previsione del progetto di un Piano Energetico Nazionale volto a disporre per il 2018-2020 di un mix energetico composto dal 25% di energia nucleare (n. 6 nuove centrali nucleari di III generazione), dal 25% di energia da fonti rinnovabili e dal 50% da energia derivante da fonti fossili tradizionali;

Considerato che il dibattito oggi avviatosi in relazione anche alla road-map del programma nucleare italiano prospettato, costituisce la base per ogni decisione futura sugli indirizzi di politica energetica e che pertanto occorre individuare con la massima chiarezza e precisione quelle che costituiscono da sempre le priorità inderogabili per i comuni che hanno già ospitato impianti nucleari ;

Ritenuto indispensabile, prima di aprire una qualsiasi discussione in merito a nuovi insediamenti nucleari nel territorio, chiudere definitivamente il ciclo del nucleare aperto negli anni ’70 e pertanto.

Chiede ai Ministeri competenti che vengano rispettate le procedure, le metodologie e le tipologie dettate con la costituzione del Gruppo di Lavoro che ha già individuato il percorso decisionale e di selezione e la procedura tecnico amministrativa delle caratteristiche del sito dove allocare il deposito unico nazionale per le scorie nucleari, all’interno del quale verranno immagazzinati in modo definitivo rifiuti radioattivi di II categoria e , in maniera temporanea a medio termine, rifiuti radioattivi di III categoria, combustibile nucleare esaurito e materie nucleari ancora presenti in Italia; che proseguano, secondo il cronoprogramma già approvato, tutte le operazioni volte alla dismissione completa degli impianti nucleari di “vecchia” generazione.

che, prima di qualsiasi decisione sulla collocazione di nuovi impianti nucleari, promuovano ogni possibile dibattito e confronto sul ritorno al nucleare nell’ottica di una politica energetica nazionale, ben ponderata, equilibrata e che interpreti la volontà unitaria dell’intera nazione realmente interessata a questa nuova svolta, assicurando, comunque, la massima trasparenza delle procedure rapportandosi con gli Enti locali e con le popolazioni interessate da poter interpellare, ai fini del loro consenso, anche per mezzo di consultazioni popolari.

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