[18/03/2009] Consumo

Ambiente, legalità, solidarietà e sicurezza alimentare

ROMA. Giuseppe Politi, presidente della Confederazione italiana agricoltori e Paolo Beni, presidente dell’Arci, hanno firmato un protocollo di collaborazione che prevede «Tutela e assistenza ai cittadini nei loro diritti sociali, previdenziali e fiscali, difesa ambientale e sicurezza alimentare, integrazione, educazione dei giovani alla legalità».

Le due associazioni stringono così un solido patto per favorire la solidarietà e per un deciso impegno per dare risposte valide sia sotto il profilo dei servizi che di iniziative concrete e mirate alla giustizia sociale e alla crescita.

Nel protocollo, Cia e Arci riconoscono «che la tutela ambientale e la sicurezza alimentare passano attraverso l’impegno comune nel diffondere la conoscenza di tutte le tematiche sia di carattere generale sia di carattere specifico di una singola categoria professionale, in una platea più ampia possibile di cittadini, favorendo lo scambio di informazioni e l’incontro fra le varie componenti della società. A tal fine si impegnano a favorire, reciprocamente, la diffusione di informazioni, materiali promozionali e quanto di utile al raggiungimento dei rispettivi fini sociali».

Le due associazioni, che nascono da quel che era un campo progressista che appare oggi frammentato e confuso, puntano su due temi che sembrano fori tempo o forse controcorrente: integrazione e la legalità, legandole fortemente alle questioni ambientali e della sostenibilità.

«La Cia è fortemente impegnata con le proprie strutture periferiche e centrali al rispetto delle leggi e regole su questi temi. Le imprese agricole e gli agricoltori sono interessati all’impiego di immigrati nelle attività aziendali e, pertanto, insieme all’Arci la Confederazione intende operare per favorire l’integrazione ed individuare soluzioni idonee a contrastare il fenomeno della clandestinità, favorendo la regolarizzazione degli immigrati e la conseguente emersione del lavoro irregolare. La Cia mette a disposizione, nei modi stabiliti dalle convenzioni e dagli accordi convenuti con la pubblica amministrazione, degli associati ad Arci il proprio sistema dei servizi (l’Associazione nazionale pensionati, il patronato Inac e Caf). Non solo. La Confederazione si assume l’impegno a garantire la capacità di accoglienza e di ascolto, per realizzare un “servizio sociale di qualità che risponda alle esigenze delle persone”».

L’Arci e Cia vogliono utilizzare la loro consolidata presenza nella realtà scolastica italiana per fornire ai giovani studenti idee e suggerimenti sulle tematiche della sicurezza e della legalità e verificheranno ipotesi di collaborazione comuni sulle tematiche della sicurezza-legalità nel mondo della scuola e dell’Università.

Per quanto riguarda l’attività di ricerca e di studio, la Cia, che ha già la Fondazione Humus che si occupa delle problematiche sociali collegate all’agricoltura e al mondo rurale, verificherà nella collaborazione con l’Arci ipotesi comuni per attività di ricerche e studio, anche utilizzando fondi a livello nazionale ed europeo e privati.

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