[17/03/2009] Rifiuti

La Banca mondiale cerca di salvare Abidjan assediata dai rifiuti

LIVORNO. Secondo il presidente della Costa d’Avorio, Laurent Gbagbo, «Abidjan è diventata una discarica a cielo aperto», così lo Stato noto per la tragedia dei rifiuti tossici della Probo Koala ha lanciato l’"Opération ville propre" (Operazione città pulita) che prevede l’eliminazione delle discariche selvagge di rifiuti urbani nel distretto della capitale ivoriana. L’operazione è finanziata dalla Banca mondiale nel quadro del progetto di urgenza per le infrastrutture urbane (Puiur) in collaborazione con l´Agence nationale de la salubrité urbaine. L’operazione di rimozione dei rifiuti richiederà almeno tre mesi e costerà 6 miliardi di franche Cfa.

Per Gbagbo, «E’ una delle operazioni più importanti che possiamo fare su tutta l’estensione del territorio. Dopo Abidjan, occorre procedure all’interno». Il presidente ha anche riconosciuto le responsabilità del suo governo: «Non abbiamo seguito l’evoluzione demografica di Abidjan. La produzione di rifiuti di 6 milioni di abitanti non è la stessa di quella di 300.000 abitanti».

La popolazione di Abidjan scarica ogni anno nelle discariche abusive lungo strade, piazze e corsi d’acqua cittadini un milione di tonnellate di rifiuti e ormai in pochi si ricordano di cosa sia un luogo senza cumuli di spazzatura che marciscono al sole e vengono dilavati dalla pioggia.

La popolazione della capitale della Costa d’Avorio è gonfiata rapidamente per due cause ormai comuni in tutta l’Africa, la crescita demografica e l’abbandono delle campagne, un’urbanizzazione fatta di bidonville alla quale si sono aggiunti i profughi della guerra civile. Il progetto “ville propre” dovrebbe creare 15 mila posti di lavoro per gli ex combattenti e dovrebbe servire ad educare la popolazione di una metropoli straripante di povertà che diventa mancanza di servizi igienici e dove ognuno verrà chiamato ad assumersi le proprie responsabilità e a cambiare atteggiamenti se vorrà vivere in un posto più pulito e meno insalubre.

La Banca mondiale ha stanziato 50 miliardi di franchi Cfa per realizzare un progetto che riguarderà anche la fornitura di acqua potabile alla gente e Gbabo l’ha ringraziata per questo appoggi alla lotta contro l’insalubrità di una città che appare un caos ingestibile: «E’ la nostra incapacità di vedere che stiamo costruendo così tanto che siamo vittime di catastrofi». Poi ha chiesto ai sindaci, al governatore del Distretto ed ai ministri interessati di «Vigilare su Abidjan. E’ il nostro solo ambito naturale di vita, se Abidjan è malata, siamo noi ad essere malati. Non lasciatela morire. E’ nei prossimi tre mesi che dobbiamo chiederci quel che dobbiamo fare. Che cosa avremo fatto dopo i tre mesi?».

La Banca mondiale ci mette i franchi ma non si nasconde le difficoltà della fida: il suo direttore per le operazioni, Madini Tall, non si è nascosto che «La spazzatura è visibile ovunque. Per circolare in certe strade, occorre tapparsi il naso. Abidjan è diventata sporca».

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