[16/05/2006] Urbanistica

Le concessioni demaniali nelle aree marine protette spettano allo Stato

ROMA. La Corte Costituzionale ha emesso una ordinanza per il conflitto di attribuzione sollevato dalla Regione Campania sulla nota del ministero dell’ambiente del 20 marzo 2003 "Istruzioni in merito all’applicazione del parere del Consiglio di Stato sul riparto delle competenze in materia di concessione di beni del demanio marittimo e zone di mare ricadenti nelle aree marine protette". La Regione chiedeva alla Corte di dichiarare che non spetta al ministero delle infrastrutture e dei trasporti, d’intesa con il ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, rilasciare le concessioni demaniali nelle aree marine protette.

Ma la Corte Costituzionale ha dato ragione all’avvocatura dello Stato che chiedeva l’inammissibilità, l’improponibilità e l’infondatezza del ricorso «sia per carenza di lesività dell’atto impugnato (trattandosi di una “mera istruzione” indirizzata ai soggetti gestori e alle capitanerie di porto operanti nelle aree marine protette, a seguito del parere del Consiglio di Stato, sez. II, 16 ottobre 2002, n. 2194), sia perché esso non riguarda in alcun modo né la materia dei porti, né quella dei trasporti, sia – infine – perché il conferimento a Regioni ed enti locali di funzioni relative al rilascio di concessioni su beni demaniali per finalità diverse da quelle di approvvigionamento di fonti di energia non equivale a conferimento di tutte le funzioni amministrative riferentisi al demanio marittimo (sentenza n. 150 del 2003)».

Il ricorso è stato ritenuto infondato anche perché la legge quadro sulle aree protette prevede quelle attività «per le finalità di gestione dell’area medesima», e cioè per fini pubblicistici di tutela ambientale, «si diversificano nettamente, per presupposti e interessi perseguiti, dalle altre concessioni demaniali marittime previste dall’art. 105 d.lgs. n. 112 del 1998 e dal codice della navigazione»

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