[13/03/2009] Energia

European windfarm: «L´ufficio Via della Regione Toscana boicotta l´eolico»

LIVORNO. Ringrazio il consigliere regionale Erasmo D´Angelis per le ultime dichiarazioni relative ai progetti eolici presentato dalla nostra società. Secondo il nostro punto di vista però, il vero problema non è relativa alla burocrazia Italiana, ma sta nel fatto che mentre ovunque in tutto il mondo, l´eolico viene considerato sempre più come un´opera d´arte e una fonte energetica “strategica", l’ufficio Via della Regione cerca tutti i possibili modi per ostacolare e rallentare i progetti di sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili.

Sembra infatti che l’opinione negativa in merito all´eolico rilevati nel comportamento, negli atti e nelle richieste prodotti dal settore Valutazione impatto ambientale della Regione di quei pochi, ma strategici funzionari - gli stessi responsabili degli esiti dei procedimenti di Via per gli impianti eolici - abbia un peso maggiore che non gli indirizzi nella politica energetica (il Pier) e il rispetto di quanto stabilito dalle normative e leggi vigenti in materia in fatto di Via.

Non è ovviamente in discussione il buon diritto delle strutture regionali preposte alla valutazione dei progetti ad esperire valutazioni serie ed approfondite al fine di prevedere tutti i potenziali impatti di un´opera; si rileva però che, nonostante il fatto che tutti i progetti siano stati elaborati tenendo in debito conto le Linee guida per la Valutazione di impatto ambientale degli impianti eolici edite dalla stessa Regione Toscana, e siano pienamente coerenti con quanto previsto dal Piano di indirizzo energetico regionale approvato sempre dalla Regione Toscana nel luglio 2008, sono state avanzate da parte della struttura Via, richieste di integrazione e approfondimento in materia di monitoraggio dell’avifauna e pipistrelli, non come ante operam, ma come conditio sine qua non per la prosecuzione del procedimento.

Ciò significa che il procedimento non si conclude fino a che non vengono presentati i 18 mesi di monitoraggio di avifauna all’ufficio Via, richiesta peraltro mai in precedenza avanzata con riferimento ad altri progetti di pari o più rilevante impatto potenziale, tali da richiedere, di per sé, un allungamento dei tempi di chiusura delle istruttorie dell’ordine di 18 mesi

In questo modo ci si pone chiaramente fuori da una corretta applicazione del quadro normativo vigente per la questione che prevede la chiusura dei procedimenti nei 150 giorni, neanche prevista dalle vigenti leggi in materia di Via, così come nemmeno dalle Linee guida per la realizzazione di parchi eolici redatte dall´Ufficio Via, ma letteralmente inventato dall’ufficio Via citando genericamente il “principio di precauzione”, che risultano nella realtà del tutto slegate da qualunque considerazione di merito, avendo come oggetto, lo ripetiamo, solamente i progetti di parco eolico anche se proposti al di fuori di aree protette, Zps, Sic, Sir e tutte quelle che gli stessi uffici regionali hanno definito, nelle citate linee guida, come “aree non opportune”.

Non risulta che richieste simili siano mai state avanzate, secondo le modalità con le quali ci sono state presentate, in relazione a progetti di infrastrutture pure assentiti in tempi recenti dalla medesima amministrazione, progetti che comunque presentano livelli di potenziale impatto nei confronti dell’avifauna comparabili, quando non superiori, come per esempio il potenziamento di autostrade o di strade di grande comunicazione o, ancora, la realizzazione di elettrodotti.

Secondo il nostro punto di vista si rende necessario un intervento effettivo e chiaro politico rispetto al comportamento dell’ufficio Via, perché in caso contrario rischia il Pier 2008 di avere lo stesso destino del Per 2000, che è rimasto solo sulla carta.

* ad di European Windfarms

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