[12/03/2009] Energia

Il 40% dell’energia elettrica con le rinnovabili entro il 2050?

LIVORNO. Il finlandese Peter Lund, della Helsinki university of Technology´s Advanced Energy Systems di Espoo, ha presentato una ricerca al Congresso scientifico internazionale "Climate Change: Global Risks, Challenges & Decisions", che termina oggi a Copenhagen, dalla quale emerge che con un adeguato sostegno finanziario e politico, le tecnologie per le energie rinnovabili come l’eolico e il fotovoltaico, potrebbero fornire il 40% dell’energia elettrica mondiale entro il 2050. Se invece queste tecnologie venissero sottovalutate, la percentuale potrebbe rimanere sotto il 15%.

La ricerca è stata presentata in una conferenza stampa prima della sessione “Renewable Energies: How Far Can They Take Us?" we Land ha spiegato: «I nostri risultati dimostrano che, con il sostegno politico e degli investimenti finanziari a livello mondiale, le nozioni precedenti sul potenziale delle energie rinnovabili risultano in qualche modo limitate ad una frazione trascurabile, i dati sulla domanda mondiale sono sbagliati. Se la priorità è quella di riconoscere il valore delle tecnologie per le energie rinnovabili, il loro potenziale per fornirci ´energia di cui abbiamo bisogno è enorme».

Le precedenti proiezioni stimavano che le energie rinnovabili avrebbero costituito solo una frazione del 12% entro il 2030. Il successivo dibattito nella sessione del congresso dedicata alle rinnovabili ha messo in risalto la redditività delle energie rinnovabili ed ha preso in esame i limiti e le potenzialità di eolico, biomasse e biocarburanti.

Secondo il danese Erik Lundtang Petersen, del Risoe DTU´s Wind Energy Department di Roskilde, il settore eolico per sviluppare tutte le sue potenzialità deve concentrarsi sull’efficienza di fornitura, installazione e collegamento di grandi quantità di energia eolica alla rete elettrica, con una forte attenzione verso l’affidabilità, la disponibilità e l´accessibilità delle turbine.

«Abbiamo individuato specifiche aree di priorità per il settore eolico, per ottenere in modo efficace l´obiettivo globale della riduzione dei costi – ha detto Petersen - Aree di ricerca, tra le quali le tecnologie delle turbine, l´energia eolica off-shore e la distribuzione, saranno cruciali per massimizzare la crescita futura».

Jeanette Whitaker (Nella foto), del Centre for Ecology and Hydrology di Lancaster, in Gran Bretagna, ha presentato una ricerca su biocarburanti e biomasse dalla quale emerge che i biocarburanti di seconda generazione, come l’etanolo prodotto da colture legnose e scarti agricoli, abbiano un fabbisogno energetico ed emissioni di gas serra sostanzialmente inferiori rispetto ai biocarburanti di prima generazione, come l´etanolo prodotto con cereali, e barbabietola da zucchero.

«Questi risultati sono importanti e rilevanti - ha detto la Whitaker – visto che l´attuale dibattito sui biocarburanti è centrato sul tema della competizione tra le colture utilizzate per i prodotti alimentari e quelle per i biocarburanti». "Climate Change: Global Risks, Challenges & Decisions" si è rivelato una vera e propria miniera di idee, con centinaia di progetti e rapporti presentati da più di 2.000 ricercatori sul clima provenienti da più di 70 paesi. Il congresso, che ha lo scopo di fornire un aggiornamento sulle attuali conoscenze sui cambiamenti climatici e su come affrontare i rischi e le opportunità future, presenterà una sintesi dei quasi 1.600 contributi scientifici proposti che serviranno ai leader mondiali che si riuniranno a dicembre a Copenhagen per la Conferenza Onu che dovrà stabilire misure e percorsi per il post Kyoto.

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