[11/03/2009] Parchi

Caccia: per gli ambientalisti il ddl Orsi è incostituzionale e viola le normative europee

LIVORNO. Le associazioni ambientaliste respingono con fermezza il testo del relatore Franco Orsi (PdL) che al Senato ha unificato i disegni di riforma della legge 157/92, unica legge italiana per la tutela della fauna e che disciplina anche la caccia. Il testo è attualmente in discussione alla Commissione Ambiente del Senato.

Amici della Terra, Fare Verde, Legambiente, Lipu e Wwf sottolineano come la proposta assemblata dal senatore Orsi rappresenti, più che una riforma della legge 157/92, una lunga lista di illegittimità costituzionali, infrazioni alla normativa comunitaria e concessioni a bracconieri e ultrà della doppietta, per un risultato finale irricevibile e irrazionale.

«Come spiegare infatti - dicono le associazioni in una nota congiunta - la cancellazione dell’interesse nazionale per la tutela degli animali selvatici, quando la Costituzione dice che la fauna, in quanto parte essenziale dell’ecosistema, deve essere tutelata dallo Stato? Come spiegare la possibilità che in autonomia i sindaci possano autorizzare lo sterminio di lupi, orsi e ogni altra specie superprotetta dalle normative internazionali? E cosa dire della drastica riduzione della vigilanza venatoria laddove le direttive comunitarie chiedono maggiori controlli e sanzioni, specie in Paesi ad alto tasso di bracconaggio come purtroppo l’Italia?

Per non parlare della caccia a 16 anni, della liberalizzazione della cattura di uccelli selvatici per l’uso come richiami vivi, della caccia in presenza di neve e ghiaccio, nei parchi e nelle aree incendiate. Ciò, senza considerare le ricadute di ordine sociale, culturale e di sicurezza di molti passaggi del testo, tra cui l’utilizzo degli animali selvatici come zimbello, legati per le ali e il corpo, la deregulation delle attività di imbalsamazione e forse anche (come sembra da alcuni passaggi) possibili attività di caccia senza licenza in aree private.

Completamente disatteso invece il documento e i contenuti che il Tavolo delle parti sociali aveva sottoposto all’attenzione del relatore, nonostante le 11 organizzazioni che lo compongono avessero unitariamente indicato i temi veri in base ai quali migliorare la già buona legge italiana: gli strumenti della governance, la ricerca scientifica, la tutela della biodiversità, il rapporto con l’agricoltura, la lotta alle illegalità”.

“Non è bastata la disastrosa esperienza della legislatura 2001-06, quando fu l’onorevole Onnis a tentare senza successo, fermato dallo stesso Presidente Berlusconi, la riproposizione di caccia selvaggia. Non sono bastate le proteste dei cittadini inorriditi per quel becero tentativo, né le ripetute procedure d’infrazione piovute sull’Italia in materia di caccia. Il senatore Orsi sembra voler riproporre gli stessi errori e orrori del recente passato, visto che la direzione intrapresa è diametralmente opposta alle esigenze del Paese, in un campo non certo marginale quale la tutela della natura e il suo rapporto con l’agricoltura e la caccia.

Doppio errore, quello del senatore Orsi: da un lato bruciare una ottima occasione per verificare e migliorare la normativa italiana potenzialmente supportato da tutte le parti sociali; dall’altro ridare corpo a quello che, a questo punto, rischia di configurarsi come un ennesimo conflitto tra le parti sociali di cui ne sarà pesantemente responsabile. Conflitto del quale in momenti così difficili dal punto di vista sociale, culturale, ambientale ed economico davvero non se ne sente alcun bisogno”. “Se il senatore Orsi avesse a cuore di migliorare la norma, ha ancora una chance: ritirare subito questa pessima proposta e aprire davvero, senza finzioni come avvenuto finora, il dialogo con il Tavolo delle parti sociali»

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