[03/03/2009] Comunicati

E intanto l´Ocse annuncia: I numeri della crisi saranno molto peggiori del previsto

LIVORNO. Ora vallo a dire a chi oggi grida dai principali quotidiani italiani di non fomentare la paura. In una giornata già funestata dalle borse a picco, ecco l’uccellaccio del malaugurio di turno, il capo economista dell’Ocse Klaus Schmodt-Hebbel, che se ne esce (fonte Ansa) sostenendo che: i numeri saranno probabilmente «molto peggiori» per l´Italia come per gli altri Paesi dell´Ocse.

L’Organizzazione infatti non si attende più una ripresa nel 2009 ma solo a «un certo punto del 2010» in quanto la recessione si sta rivelando «più profonda» di quanto previsto nell´ultimo outlook. «Tutti stanno rivedendo le cifre - ha aggiunto - Anche noi lo stiamo facendo come vedrete alla fine di marzo quando presenteremo il prossimo outlook». E ancora: «i numeri saranno ribassati in modo molto significativo». Quanto all´Italia, le stime del Pil, ha detto, saranno «molto peggiori» rispetto alla crescita negativa dell´1% e del +0,8% nel 2010 previste a novembre.

Niente paura però, gli italiano possono continuare (almeno quelli che hanno un reddito fisso) a spendere e spandere: rallenta infatti l´inflazione nell´area Ocse. In Italia a gennaio i prezzi al consumo sono scesi all´1,6% (dal +2,2% di dicembre). Su base mensile i prezzi nell´area Ocse a gennaio sono rimasti stabili, dopo essere calati dello 0,5% a dicembre.

E così sarà facile pure mantenere lo “splendido” stile di vita che gli abitanti del Belpaese ormai migliorano di anno in anno, come dimostra l´istantanea scattata dal Rapporto Osservasalute 2008: italiani sempre più grassi e bocciati in stili di vita salutari: fumano, fanno pochissimo sport e consumano alcol con modalità a rischio.

Il fumo – la fonte è sempre l’Ansa e ricordiamo che in Italia ogni anno si danno aiuti alle aziende che lavorano il tabacco e contemporaneamente si fanno gli spot contro le sigarette - rappresenta la prima causa di morte evitabile. In Italia, i fumatori sono circa 12 milioni e l´età media della prima sigaretta è intorno ai 16 anni. Si fuma di più al Sud e l´abitudine è più diffusa fra gli uomini (28,8% contro il 17% delle donne). I fumatori però, aumentano in entrambi i sessi: si passa dal 28,3% dei maschi e il 16,2% delle donne (Osservasalute 2007) al 28,8% e 17% (Osservasalute 2008).

Cresce anche la percentuale di persone in soprappeso passando dal 33,5% (rapporto 2005) fino al dato attuale del 35%. Lo stesso trend ha seguito l´obesità (oggi al 10,2%). Il Sud presenta la prevalenza più alta di soprappeso (Basilicata 40,4%, Campania 39,8%). A completare il quadro, fatta eccezione per la riduzione del consumo di grassi (salumi e formaggi), si nota l´aumento del consumo di dolci e snack e la forte crescita del consumo di aperitivi alcolici. Da bocciare le nuove tendenze alimentari dei giovani come quella, per i ragazzi di 14-17 anni, del crescente consumo di alcolici fuori pasto, aperitivi alcolici e super alcolici ed amari. Infine lo sport: in caduta il numero dei praticanti passati da un già modesto 20,9% nel 2007 di persone che hanno dichiarato di praticare in modo continuativo uno o più sport nel tempo libero, all’attuale 20,5%.

Il quadro, anche se forse non per tutti, è in realtà chiaro: abbiamo vissuto per anni inseguendo il superfluo con il piede sempre premuto sull’acceleratore dei consumi quali che fossero. Poi la crisi finanziaria ha messo in crisi il sistema mettendo in ginocchio l’economia reale proprio nel bel mezzo della crisi ecologica. Così ora è esplosa anche la crisi sociale cominciata tra le persone che hanno perso il posto di lavoro.

Il treno è maledettamente deragliato a livello globale e senza un macchinista (o forse proprio per questo). E ora per rimettere mano a tutta questa complessità si pensa che basti premere un pulsante che fa tornare il sorriso agli investitori della borsa per far sì che la locomotiva torni a marciare. Che significa, nella sostanza, far poi ripartire i consumi, che poi dovrebbero far ripartire le fabbriche e a ruota tutto il resto. Un bel modo per tornare al via e riuscire dai binari in tempo brevissimo.

Ma nulla tornerà come prima. E se non si trova la via di un governo (macchinista) mondiale dell’economia che si basi sulla carta della sostenibilità ambientale e sociale (proposta dalla Merkel) e che riconverta l’economia – che quindi deve ripartire perché altrimenti non si riconverte un bel niente - verso l’ecologia lavorando contemporaneamente su un cambio radicalmente degli stili di vita almeno degli occidentali, questo pianeta per tutti non basterà.

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