[02/03/2009] Parchi

Il capriolo italico dalla Maremma Toscana torna in Aspromonte, dopo due secoli

GROSSETO. Vi ricordate le polemiche sull’esplosione dei caprioli, gli abbattimenti per sfoltirne il numero, le discussioni con gli animalisti in Piemonte, Liguria e Toscana, dove anche l’astro nascente del Pd fiorentino, il candidato a sindaco Renzi, si trovò invischiato in uno scontro con verdi e ambientalisti perché voleva far abbattere i graziosi erbivori? Beh, metteteci una riga sopra, forse c’è una via d’uscita, anche se può darsi solo temporanea e limitata ad un “ceppo” di caprioli sostituito proprio dall’esplosione del capriolo europeo, introdotto a fini venatori, che non mancherà di far storcere il naso a qualcuno.

Oggi, dopo circa due secoli torna in Aspromonte il capriolo italico (Capreolus capreolus italicus). I tecnici della Dream Italia, una cooperativa faunistico-ambientale con sede in Toscana, hanno rilascio in Calabria 12 caprioli che appartengono geneticamente del ceppo “italico”, una razza le cui origini sono millenarie, ma oggi in via di estinzione. Si tratta della fine di un progetto di reintroduzione che è stato autorizzato dal ministero dell’Ambiente. I caprioli saranno ospitati nei 70 mila ettari del parco nazionale dell’Aspromonte, che è stato riconosciuto come aerea prioritaria di intervento nazionale per la conservazione del capriolo italico. Il progetto avrà una durata triennale, con l’inserimento nel parco di circa 20 esemplari all’anno.

Il capriolo italico vive anche nel parco del Gargano, a Castelporziano, nella tenuta presidenziale, e ad Orsomarso (Cs), nel parco nazionale del Pollino, si tratta però di nuclei di animali con popolazioni insufficienti per effettuare prelievi. L’unico territorio che ha numeri adeguati di questi ungulati e caratteristiche ambientali simili è la Maremma, e la Toscana meridionale. I caprioli introdotti in Aspromonte vengono dalla provincia di Grosseto, grazie anche all’interessamento ed alla piena adesione al progetto della provincia attraverso l’assessore alla caccia Gian Carlo Bastianini.

«Tutto è iniziato nel 2003 – spiega Lilia Orlandi, responsabile faunistico-venatoria di Dream Italia – con uno studio sulla fattibilità, che ha verificato i motivi che avevano portato all’estinzione del capriolo italico in Aspromonte, e ha constatato che esistessero le condizioni per affrontare il progetto, in primis sulle caratteristiche del territorio e le condizioni ambientali. Su ogni singolo animale è stato fatto un accertamento genetico per certificarne l’idoneità. E nello scorso novembre, infine, cinque animali sono stati portati nel territorio individuato per verificarne le condizioni di trasporto dalla Toscana alla Calabria e l’adattamento al nuovo habitat». Dream Italia sottolinea inoltre come sia stato importante l’appoggio degli abitanti locali, che sono stati informati ed aggiornati nelle varie tappe che hanno portato al rilascio dei dodici esemplari di lunedì prossimo. Nel 2006 dei caprioli maremmani sono stati introdotti anche in un altro parco nazionale del sud: quello del Cilento.

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