[02/03/2009] Consumo

Il Pil italiano giù dell´1%: decrescita confermata

LIVORNO. Il prodotto interno lordo nel 2008 è calato dell´1% rispetto al 2007. E’ il dato peggiore mai registrato dal 1975, quando la diminuzione del prodotto interno lordo era stata del 2,1%. Lo comunica l´Istat che ha rivisto la stima preliminare del -0,9%. L´ultima stima ufficiale del governo, quella contenuta nell´aggiornamento del Programma di stabilità, attestava una diminuzione del Pil nel 2008 dello 0,6%. Nel 2008 – si legge nel report dell’Istituto - il valore del Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 1.572.243 milioni di euro correnti, con un aumento dell´1,8% rispetto al 2007. Il Pil nel 2008, espresso ai prezzi dell´anno precedente, è diminuito dell´1%. L´Istat aggiunge che ad un dato simile a quello del 2008 si era arrivati nel 1993 quando il Pil era diminuito dello 0,9%.

L´Istat ha anche rivisto il dato sulla crescita del 2007: si tratta di una revisione al rialzo, dall´1,5% della stima fatta lo scorso anno, all´1,6%. Analizzando i dati relativi alla formazione del prodotto interno lordo nel 2008, gli investimenti fissi lordi hanno mostrato una contrazione del 3%, risultato di una flessione di quelli in macchinari ed attrezzature (-5,3%), in costruzioni (-1,8%), in mezzi di trasporto (-2,1%) e di una stabilità dei beni immateriali.

Le esportazioni di beni e servizi hanno registrato una diminuzione del 3,7%. Dal punto di vista della formazione del prodotto il valore aggiunto dell´industria in senso stretto è diminuito del 3,2%, quello delle costruzioni dell´1,2% e quello dei servizi dello 0,2%. "Solo il valore aggiunto del settore dell´agricoltura, silvicoltura e pesca - fa notare l´istituto di statistica - ha fatto registrare una crescita del 2,4%". Un contributo negativo alla variazione del Pil è venuto dalla domanda nazionale al netto della variazione delle scorte (-1 punto percentuali), mentre la domanda estera netta ha dato un apporto positivo di 0,3 punti percentuali.

Analizzando i dati che hanno portato a un calo del prodotto interno lordo dell´1% nel 2008, si evidenzia "una contrazione in termini reali - spiega l´Istat - dello 0,5% dei consumi finali nazionali (-0,9% per la spesa delle famiglie residenti, +0,6% per la spesa delle amministrazioni pubbliche, +1,1% per le istituzioni sociali private). La diminuzione dei consumi privati interni è stata pari all´1%. Gli acquisti all´estero dei residenti sono aumentati del 2,8%, mentre le spese sul territorio italiano effettuate da non residenti sono diminuite del 2,6%".

Ovviamente il dato è preoccupante anche per chi non ritiene il Pil il migliore degli indicatori possibili, anzi lo critica fortemente. Come abbiamo detto più volte, infatti, se l’economia non riprende – quella italiana compresa – neppure la si può riorientare verso un modello più sostenibile ambientalmente e socialmente. Il punto è che il 2009 sarà peggio del 2008 e nessuno sa se veramente nel 2010 qualche segnale positivo si vedrà. Non c’è poi verso di sapere che cosa un Pil così in negativo abbia come conseguenze (buone o cattive che siano) sull’ambiente.

Non esiste un ´Pil verde´ standardizzato e solo di rinterzo si può calcolare che essendo i consumi in regressione flussi di materia e di energia lo saranno altrettanto, ma come si vede neppure i sostenitori della decrescita in questa fase hanno l’ardire di alzare le braccia al cielo. Più del Pil quello che preoccupa è che Obama a parte, la politica del resto del mondo sollecitata da tutte le parti a dare una risposta globale alla triplice crisi anch’essa mondiale (economico-finanziaria-ambintale) è in totale confusione. Dà risposte parziali, spesso protezionistiche, difficilmente misurabili e non si dota di nuovi strumenti di contabilità ambientale in grado di aiutarla a capire l’impatto antropico delle decisioni prese.

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