[02/03/2009] Consumo

Ogm: respinta la richiesta di stop alla moratoria del mais Monsanto 810

LIVORNO. Anche per stavolta è andata bene, ma la guerra è tutt’altro che vinta. Il Consiglio dei Ministri dell´Ambiente dell´Ue ha respinto a maggioranza qualificata - con il voto contrario dell´Italia - la richiesta della Commissione Europea di sopprimere la moratoria sulla coltivazione del mais ogm mon 810 della Monsanto in Austria e in Ungheria. Solo quattro partner europei - Regno Unito, Svezia, Finlandia e Olanda - hanno sostenuto la proposta della Commissione Ue – segnala l’Ansa - inoltre, solo Regno Unito, Finlandia e Olanda, hanno votato a favore della fine del divieto di coltivazioni in Austria del mais Ogm T25.

Lo ha reso noto la portavoce del commissario europeo all´ambiente Stavros Dimas (Nella foto) precisando che il voto olandese è stato accompagnato da una dichiarazione politica «di grande preoccupazione» e di «richiesta di revisione della legislazione, soprattutto in materia di meccanismi decisionali». Nel Consiglio dei ministri dell´Ue i restanti Stati membri - tra cui l´Italia - hanno respinto le proposte della Commissione europea, unica eccezione l´Estonia che si è astenuta, e questo rappresenta un precedente importante per la Francia e la Grecia le cui misure di salvaguardia dovrebbero essere esaminate dal Consiglio dell´ambiente dell´Ue nelle prossime settimane.

«Accogliamo con grande soddisfazione l’esito del voto di oggi – è il commento di Fabrizio Vigni, presidente degli Ecologisti Democratici - dove la maggioranza qualificata degli Stati membri ha votato contro la proposta dell´Esecutivo comunitario di imporre la fine dei divieti nazionali di coltivazione del mais Ogm in Austria e in Ungheria».

«Il governo Berlusconi ed il ministro Prestigiacomo, dopo che negli ultimi due voti sulla coltivazione di Ogm l´Italia si era astenuta, - continua - hanno stavolta ascoltato le richieste dei cittadini e delle organizzazioni del settore, di cui anche non ci eravamo fatti interpreti, dichiarando un netto no ai prodotti geneticamente modificati».

«E’ ora necessario – conclude Fabrizio Vigni – che l’Europa e l’Italia mantengano con fermezza queste posizioni anche nei prossimi mesi quando saranno in agenda decisioni altrettanto importanti in tema di Ogm sui quali, ricordiamo, non vi sono tuttora certezze scientifiche sull´assenza di pericoli per l´ambiente e per la salute umana ed animale».

Così il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza: «Una decisione sensata quella del Consiglio dei Ministri Ue, così come quella del governo italiano che ha dato prova di voler difendere l’agricoltura di qualità».

«Adesso è importante – continua il presidente dell’associazione - che il Consiglio dei Ministri Ue e in particolare il nostro governo, mantengano questa posizione anche in occasione delle prossime decisioni che saranno chiamati a prendere nelle prossime settimane».

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