[02/03/2009] Trasporti

Euromobility 2009, anche se la mobilità sostenibile non viaggia in autostrada

LIVORNO. Che cosa significherebbe applicare la green economy anche alla mobilità? O meglio, quali sono i vantaggio di una mobilità sostenibile e come praticarli? Ogni anno Euromobility si interroga e fa il punto sul rapporto ambiente/auto e di certo non mancano gli spunti di discussione. In particolare Euromobility individua vantaggi anche nelle «nuove infrastrutture per il traffico, soprattutto strade e autostrade» che «non solo servono a risollevare l’economia in crisi, ma aiutano anche l’ambiente e le tasche dei cittadini». Un punto di vista che non condividiamo nel metodo e pure nel merito.

Lo studio condotto da Euromobility sui benefici ottenuti dalla realizzazione della quarta corsia dell’Autostrada A4 tra Milano e Bergamo (37 chilometri) sostiene che «permette, ad esempio, a chi li percorre un risparmio di 20 euro di carburante al mese ed una riduzione delle emissioni di polveri sottili, le pericolose PM10, del 22%».

Non mettiamo in dubbio il dato, ma riteniamo che una mobilità più sostenibile non passi da più autostrade (vedremo se tra qualche anno anche questa corsia sarà sufficiente o ne servirà un’altra e soprattutto se non farà aumentare il traffico invece che diminuirlo..), ma da un uso più razionale del mezzo privato, un maggiore uso di quello pubblico e lo sfruttamento di tutte le alternative possibili (anche i ‘piedi’ nell’ottica di un cambio di stile di vita). Inoltre per giudicare la bontà dell’intervento bisognerebbe calcolare costi e benefici anche dell’opera infrastrutturale e del suo impatto sull’ambiente.

Siamo invece in armonia con Euromobility quando sostiene l’importanza dei «comportamenti individuali virtuosi come l’utilizzo di carburanti meno inquinanti, stili di guida a minor impatto come l’ ecodrive, l’ utilizzo del car sharing o del bike sharing, una oculata gestione degli spostamenti, grazie ai mobility manager che presto diventeranno eco-manager». E questo sia per l’ambiente, sia per il portafogli (per il quale per le persone sono ancora molto più sensibili soprattutto in tempo di crisi, ndr).

«Per avviarsi sulla strada della mobilità sostenibile – ha detto Carlo Iacovini, presidente di Euromobility durante la nona conferenza nazionale del mobility management che si è tenuta a Brescia - è necessario però che gli amministratori dimostrino maggior coraggio nel trasformare le sperimentazioni in progetti reali e i prototipi in prodotti per la mobilità di più largo consumo. Si affacciano infatti, nuovi strumenti di gestione come l’ecopass e nuovi servizi come il car sharing o il bike sharing, che però restano ancora a livello sperimentale e non possono quindi incidere in maniera significativa sulla mobilità e sull’inquinamento».

Evidenziata anche un’altra criticità: «le risorse sul capitolo mobilità sostenibile non sono adeguate. Il fondo gestito dal ministero dell’Ambiente è di 270 milioni di euro per il triennio 2007-2009. Proprio in questi giorni, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, saranno disponibili 9 milioni di euro per progetti di eco-mobilità nelle città di medie dimensioni».

Durante il convegno sono stati anche forniti gli importanti e significativi dati sulle vendite di auto a gpl e metano: nel 2008 mentre le immatricolazioni delle auto tradizionali sono state in calo, quelle delle auto a gpl sono aumentate del 289,8% (ovviamente si partiva da piccoli numeri: da 14.000 auto a circa 55.000) e quelle delle auto a metano del 32,2%. A queste si aggiungono le trasformazioni a gpl e metano che nel 2008 hanno interessato complessivamente 250.000 auto. Grazie all’incremento dei veicoli a gas, sono quasi 200mila (-27%) le tonnellate di CO2 in meno emesse in atmosfera ogni anno, oltre 640 (-66%) quelle di ossidi di azoto e quasi 30 (-36%) quelle di PM10. Un’ulteriore crescita è attesa anche nel 2009 grazie al bonus previsto dallo stato che può raggiungere anche i 2.000 euro.

Crescono poi in maniera costante nelle aziende italiane, nei comuni e nelle province – sostiene sempre Euromobility - i manager del traffico (nel 2004 erano 608, oggi 800) istituiti nel 1998 - e che quindi lamentano ancora un ritardo storico nella loro applicazione, anche se il trend appunto sembra cambiato. nel 2004 gli uffici d’area erano 46, mentre oggi sono 66 istituiti presso 54 comuni e 11 province.

«Oggi – si legge nella nota dell’associazione ed è questa una novità - è necessario ampliare le competenze ai settori delle politiche energetiche (risparmio e fonti rinnovabili), monitoraggio ambientale e responsabilità sociale. Con un approccio integrato a questi temi si afferma una nuova figura professionale: l’eco-manager della green economy».

Sottolineate poi la potenzialità dell’Ecoguida: la riduzione dei consumi (e delle conseguenti emissioni inquinanti in atmosfera) è compresa tra il 10% e il 15% con un risparmio annuale per l’automobilista tutt’altro che trascurabile, compreso tra 150 e 200 euro a seconda della cilindrata e dell’alimentazione dell’automobile. Infine un’immagine incoraggiante arriva dai dati sulle sperimentazioni di mobilità alternativa: entro fine anno il bike sharing sarà operativo in quasi 100 città. Oggi le flotte di bici più numerose sono a disposizione a Milano, Roma e Brescia. Sono 12 le città che dispongono di car sharing e 500 le auto dedicate a questo servizio, 70 in più rispetto all’ anno precedente. I clienti hanno raggiunto quota 13.000, il 18% in più rispetto all’ anno prima.

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