[27/02/2009] Rifiuti

Via libera della Camera alla legge di conversione del decreto sull´ambiente

LIVORNO. La Camera ha approvato definitivamente il testo della legge di conversione del decreto sulle misure straordinarie in materia di risorse idriche e ambiente: la Camera ha esaminato in tempi ristrettissimi un decreto legge il cui contenuto si è ampliato notevolmente al Senato con l’ingresso di 14 articoli e numerose disposizioni inserite nei nove originari. Un testo di ampio respiro che tocca vari settori dell’ambiente non solo la risorsa idrica, ma anche rifiuti, danno ambientale, valutazione d’impatto ambientale, autorizzazione integrata ambientale, educazione ambientale nelle scuole, inquinamento acustico e pure sulla quota minima di incremento dell’energia elettrica da fonti rinnovabili.

Una serie di disposizioni in materia di rifiuti che vanno a “ritoccare” le proroghe (già inserite nel Dl) sulla disciplina transitoria delle discariche, sulla tariffa per lo smaltimento dei rifiuti urbani (Rsu) e sul Modello unico ambientale (Mud) e altre che vanno a modificare (perché introducono novità) alcune parti del testo unico ambientale, ad esempio quelle sulle materie prime seconde, sulle terre e rocce da scavo (fra l’arto previste anche nella legge di conversione del Dl anti-crisi), sui residui delle attività di lavorazione di pietre e marmi e sui accordi e contratti di programma per la gestione dei rifiuti.

Per le discariche dovrebbe essere il 30 giugno 2009 il termine ultimo da rispettare per l’applicazione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti (ossia quelli previsti dal Dlgs 36/03 che recepisce la direttiva in materia). Salvo però la possibilità del presidente di una regione o di una provincia autonoma di chiedere “limitatamente alle discariche per i rifiuti inerti o non pericolosi” un ulteriormente proroga (“con richiesta motivata da presentare entro il termine del 15 marzo 2009”) al 31 dicembre 2009.
Fra l’altro lo stesso termine è previsto per l’accesso in discarica per i rifiuti con potere calorifero superiore a 13.000 kJ/kg.

Invece per quanto riguarda il regime di prelievo dei comuni sui Rsu i tempi per il passaggio da (Tarsu) a tariffa (Tia) o viceversa sono abbreviati: i comuni possono fare il passaggio a partire dal 30 giugno 2009 (termine ultimo entro il quale dovrebbe essere emanato il regolamento ministeriale sui criteri generali delle componenti dei costi per determinare la tariffa).

Altra proroga è prevista per l’utilizzo del nuovo modello Mud (quello del dpcm del 2 dicembre 2008): rinviata la sua operatività al 2010. Rimarrà valido fino al 30 aprile 2009 il vecchio modello del dpcm 24 dicembre 2002.

Nessuna modifica invece per quanto riguarda la tariffa per i rifiuti assimilati: il termine ultimo del 13 agosto 2009 rimane immutato (in questo caso forse era molto più urgente un chiarimento circa la decorrenza dell’obbligo di assimilazione secondo i parametri previsti dalla legge). Cosi come nessuna modifica di “data” subisce la disciplina sui Raee nuovi (proroga immutata al 31 dicembre 2009).

Come dicevamo il testo licenziato dalla Camera apporta pure delle modifiche sostanziali al testo unico ambientale soprattutto per quanto riguarda le materie prime seconde. In particolare nel testo della legge di conversione compare una disposizione che consente per un periodo di 12 mesi “l’esclusione dal regime dei rifiuti per le materie, le sostanze e i prodotti secondari stoccati presso gli impianti autorizzati alla gestione dei rifiuti, che effettuano una o più delle operazioni di recupero dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata urbana o da raccolte dedicate di rifiuti speciali recuperabili in carta o cartone, vetro, plastica e legno”.

Per le terre e rocce da scavo si precisa che queste (una volta che ne siano accertate le caratteristiche ambientali) possano essere utilizzate per interventi di miglioramento ambientale e di siti non degradati. In altre parole le terre e rocce da scavo a certe condizioni possono uscire dalla disciplina dei rifiuti. E ciò può accadere anche per i residui delle attività di lavorazione di pietre e marmi da attività nelle quali non vengono usati agenti o reagenti non naturali. Questo perché vengono “equiparati alla disciplina dettata per le terre e rocce da scavo”.

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