[27/02/2009] Rifiuti

Dl 208 sull´ambiente, le novità al di là delle proroghe

LIVORNO. Come da copione ieri la Camera ha licenziato il decreto legislativo di conversione in legge del Dl 208/2008 recante “Misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell’ambiente”, già approvato al Senato lo scorso 12 febbraio, senza ulteriori modifiche. Per ragioni di tempo, si può facilmente presumere, dato che se il Dl non fosse convertito entro il I marzo 2009, decadrebbe, ma soprattutto perché su una serie di questioni che vi vengono trattate il paese è ancora in notevole ritardo. Quindi, come sempre in questi casi, la proroga dei termini è l’unica carta che si è soliti giocare.

Di proroghe e di possibilità di mantenere lo status quo, in effetti in questo decreto convertito in legge, ve ne sono diversi, e su diverse materie, dato che si parte dalle risorse idriche e dalla protezione dell’ambiente e si mettono dentro rifiuti, danno ambientale, compensi dei lavoratori dell’Ispra e delle commissioni Via e Ippc.

Infatti i primi articoli riguardano la proroga della autorità di bacino, che continueranno ad operare, come lo hanno fatto sino ad ora, sempre rimanendo in attesa che si metta mano alla loro riorganizzazione in distretti come richiesto da una direttiva europea di ben nove anni fa. E meno male che si è continuato ad operare con le Autorità di bacino esistenti e non si è dato seguito allo sciagurato disegno di dividere l’Italia a strisce per creare i distretti idrografici come prevedeva il Testo unico ambientale.

E prima di arrivare all’altra misura relativa alla protezione ambientale, per cui si destinano 9 milioni di euro per progetti e iniziative ambientali generici, tanto che vi rientrano anche i lavori di manutenzione del Ministrero dell’ambiente (!), tra il capo e la coda, troviamo provvedimenti che, come dicevamo, intervengono per prorogare i tempi previsti da svariate leggi.

Dalla legge 36 del 2003 che imponeva (sempre su deriva comunitaria) specifici adempimenti per la gestione delle discariche e per le caratteristiche dei rifiuti che vi potevano essere smaltiti. Come era ovvio, stante la cronica situazione di carenza di impianti di trattamento dei rifiuti a servizio di una loro gestione integrata; e data la situazione ad oggi, fine febbraio, sembra quasi di poter prevedere (senza bisogno di sfere di cristallo) che anche al 31 dicembre di quest’anno (termine della proroga) sarà assai difficile che quei dettami potranno essere rispettati.

Così per il Mud, che continua a perpetuare se stesso e quindi a non fornire, o a farlo in maniera non certo esaustiva, i necessari elementi per la contabilizzazione dei rifiuti prodotti, in special modo quelli del settore produttivo. Quindi continueranno a comparire stime sulla produzione di questa tipologia di rifiuti sui rapporti istituzionali e, come consuetudine e senza troppo clamore, si registreranno buchi (grandi come voragini) tra quanto si stima venga prodotto e quanto si stima venga smaltito.

Al contempo però, sembra che vi sia maggiore chiarezza riguardo alla classificazione dei rifiuti pericolosi contenenti idrocarburi, e forse tempi più rapidi per i contenziosi sul danno ambientale nei siti di bonifica nazionali, essendo stati accorpati i due elementi in un’unica procedura. Si ricorrerà infatti alla possibilità di fare transazioni nei casi vi sia un contenzioso tra chi ha inquinato il sito e non provvede al ripristino e lo Stato che interviene per bonificare l’area in sua vece.

Una decisione che suscita perplessità sapientemente argomentate nell’articolo di commento a firma di Paolo Dell’anno e Massimo Occhiena sul Sole 24 di oggi e che fanno riflettere su quanto si intervenga più per far cassa che non per rispettare il principio comunitario che «chi inquina paga» su cui il nostro paese è già sottoposto a procedura d’infrazione. E che portano a pensare che si voglia mettere una pietra sul passato e andare avanti per le tante aree del paese che aspettano di veder ripristinate situazioni ambientali compromesse. Con buona pace dell’ambiente e di chi ha compreso che questo è un valore sovraordinato agli interessi economici. (lv)

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