[27/02/2009] Rifiuti

Un progetto europeo per risolvere il problema dei rifiuti delle città asiatiche

BRUXELLES. In molte delle sempre più affollate città dell´Asia lo smaltimento dei rifiuti non viene sottoposto a nessun controllo, causando inquinamento del suolo e dell´acqua e la diffusione di malattie legate alle scarse condizioni igieniche. Il progetto triennale “Integrated sustainable solid waste management in Asia" (Issowama), finanziato dall´Ue con circa un milione di euro, riunisce esperti europei ed asiatici per cercare il problema dei rifiuti che ormai sta diventando cronico nel continente. Ad Issowama partecipano 22 partner (ricercatori, rappresentanti dei governi, esperti dello smaltimento dei rifiuti e organizzazioni non governative europee e asiatiche) e punta a sviluppare soluzioni innovative, a basso costo ed adattabili per la gestione dei rifiuti in Asia ed a comunicare i risultati ai gruppi locali, compresi gli oltre 12.000 operatori che si occupano dello smaltimento dei rifiuti in tutta l´Asia. Il team del progetto terrà dei workshop in otto paesi e produrrà poster, volantini e guide semplici alla gestione dei rifiuti, che saranno tradotti in nove lingue Il progetto vuole sviluppare efficaci strategie di gestione dei rifiuti in Bangladesh, India, Cambogia, Vietnam, Tailandia, Cina, Indonesia e Filippine. Strategie che dovrebbero tenere di conto gli impatti ambientali, i fattori economici e la situazione socio-economica e il quadro normativo di ogni paese, associando così la buona gestione dei rifiuti alla riduzione della povertà e a una migliore qualità della vita per le popolazioni locali.

Gerhard Schories, direttore tecnico del dipartimento per la gestione dell´utilizzo di acqua, energia e terra del ttz Bremerhaven, in Germania, spiega che «Il primo compito dei partner del progetto consisterà nell´analisi e nella valutazione delle esistenti strategie di gestione dei rifiuti solidi in Asia. Alcuni casi studio aiuteranno i partner del progetto a tracciare i flussi principali dei rifiuti e sviluppare le raccomandazioni sui provvedimenti da prendere. Ostacoli come lacune nelle conoscenze tecnologiche, conseguenze ecologicamente negative nonché barriere a livello socio-economico e politico, saranno identificati ed eliminati attraverso provvedimenti mirati. Il coinvolgimento continuo di enti locali e forze creative accrescerà il consenso regionale».

La direttrice di Issowama, Barbara de Mena, sottolinea che «Il ttz di Bremerhaven ha già coordinato, organizzato e diretto diversi progetti analoghi in Europa, Africa e America Latina. Questa azione di coordinamento permette di coalizzare le forze per il periodo di messa a punto e stimolarne gli sviluppi, facendo in modo che la gente del posto si senta responsabile e protagonista per tutta la durata del progetto anche sentirsi responsabili. Per trovare soluzioni, sono inoltre necessari il trasferimento di know-how a basso costo, soluzioni tecniche e capacità progettuali che guardino al il futuro».

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