[25/02/2009] Energia

La Russia fornirà combustibile nucleare all’Iran per almeno 10 anni

LIVORNO. Infischiandose degli embarghi che aveva contribuito a stilare, la Russia ha terminato la costruzione della prima centrale nucleare iraniana di Buchehr e Sergei Kirienko, numero uno dell’agenzia statale atomica Rosatom ha dichiarato oggi nel corso dell’inaugurazione “tecnica” del nuovo impianto: «Abbiamo terminato i lavori di costruzione e montaggio e cominciamo la regolamentazione e la preparazione per l’avvio della centrale. Chiedo ai tecnici russi ed iraniani di dar prova di responsabilità durante questa tappa di cooperazione».

Ma Kirienko che si è anche incontrato con i dirigenti dell’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran per una riunione di coordinamento, ha mandato definitivamente a farsi benedire anche le speranze (di solo qualche giorno fa) di americani, israeliani e qualche europeo che pensavano che l’avventura nucleare iraniana si sarebbe spenta da sola per mancanza di combustibile: «Contiamo di firmare prossimamente un contratto con i nostri partner iraniani per la fornitura di combustibile nucleare per almeno 10 anni».

Le speranze che l’Iran avrebbe potuto patire una carenza di combustibile nucleare che avrebbe messo a dura prova i sui sogni di arricchimento dell’uranio (che israeliani ed il Gruppo 5 + 1 pensano servirà a fabbricare la bomba atomica sciita) non tenevano conto non solo dell’atteggiamento a dir poco spregiudicato tenuto dalla Russia che in tutta questa vicenda ha gicato una doppia partita sul tavolo Onu di New York e su quello iraniano a Teheran, ma soprattutto dell’accordo firmato nel 1995 (proprio quando lo Stato-mercato-enegetico russo cominciava a camminare sulle proprie gambe dopo la cura da cavallo iperliberista) dalla Russia con l’Iran. Un miliardo di dollari islamici per terminare i lavori avviati dai tedeschi della centrale nucleare, 850 milioni di dollari per un reattore VVER-1000, la formazione di specialisti nucleari iraniani (gli stessi che appariranno con le loro candide tute negli incubi israeliano-occidentali per molti anni a venire) e soprattutto la promessa di alimentare con combustibile nucleare il sogno atomico degli ayatollah.

I russi hanno forse dimostrato di essere politicamente inaffidabili, ma di rispettare (anche se con molta calma) i contratti nucleari sottoscritti, anche perché se non lo avessero fatto con gli amici iraniani avrebbero perso ogni credibilità verso altri regimi autoritari o dittature che stanno corteggiando per vendere anche a loro, chiavi in mano, nucleare di ogni tipo, compreso quello galleggiante.

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