[25/02/2009] Aria

Soddisfazione di vita e qualità dell’aria a Londra

ROMA. Un simile test non era mai stato effettuato, a Londra. Misurare il rapporto tra la soddisfazione di vita e l’inquinamento dell’aria. Tra la percezione della propria felicità e un parametro oggettivo della qualità ambientale. Ci hanno provato George Mackerron e Susana Mourato, due ricercatori della London School of Economics and Political Science. E i risultati, pubblicati sull’ultimo numero di Ecological Economics, sono in parte sorprendenti.

Non solo purché è stato possibile misurare questo rapporto, in un campione di 400 persone sparse in zone ecologicamente non equivalenti di Londra. Ma anche perchè la misura ha rilevato che c’è una correlazione significativa, molto stretta e inversamente proporzionale tra la soddisfazione di vita (autoprecezione della propria felicità) e la concentrazione in aria di alcuni inquinanti, come il biossido d’azoto (NO2), ma non di altri inquinanti, come le PM10 (le polveri sottili).

Secondo George Mackerron e Susana Mourato, inoltre, la correlazione è più marcata tra le classi più povere: il che è abbastanza inatteso. Perchè in letteratura è noto che la domanda di qualità ambientale cresce, in genere, con il reddito.

Questi dati andrebbero verificati, con nuovi e più estesi test. Tuttavia i due autori – pur con tutta la pridenza del caso – propongono tre riflessioni di carattere generale.

La qualità ambientale è un diritto. Poichè la qualità ambientale – e, in particolare , la qualità dell’aria – ha un effetto così diretto sulla soddisfazione di vita, ne deriva che essa costituisce un diritto da tutelare. E questa tutela non è una fuga in avanti, ma è prevista dalla Convenzione Europea dei Diritti Umani.

La qualità ambientale e la soddisfazione di vita devono e possono essere distribuite più equamente. A Londra si verifica l’apparente paradosso che i cittadini che, per condizioni economiche, inquinano meno l’aria sono quelli che non solo abitano nelle zone più inquinate, ma accusano una maggiore insoddisfazione per l’inquinamento.

Infine, sostengono i due ricercatori della London School of Economics, l’indagine suggerisce che è possibile «consumare meno senza compromettere il nostro attuale livello di soddisfazione di vita».

Sono tre buone indicazioni per costruire, anche sulla base di dati empirici, un’economia più sostenibile.

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