[21/01/2009] Energia

Vento arabo per l´energia delle Seychelles

LIVORNO. Il presidente delle Seychelles ha firmato al World Future Energy Summit (Wfes), in corso ad Abu Dhabi, un accordo per sviluppare le energie rinnovabili nell´arcipelago africano dell´Oceano Indiano, il partner sarà la Masdar, la società della Mubadala development company che sta realizzando negli Emirati Arabi Uniti una città "carbon neutral". Studi preliminari hanno indicato nell´energia eolica in quella solare e nella valorizzazione energetica dei rifiuti le opzioni in grado di fornire all´isola di Mahé, dove sorge la capitale delle Seychelles Victoria, energia pulita e rinnovabile.

L´accordo di collaborazione tra Seychelles e l´emirato di Abu Dhabi prevede gli studi di fattibilità e valutazioni di impatto ambientale per determinare il posizionamento di pale eoliche in diverse località di Mahé. L´obiettivo iniziale è quello di 18 megawatt di energia elettrica generati dall´eolico, per coprire subito il 10 - 15% del fabbisogno totale di energia delle Seychelles, riducendo così le inquinanti e costose importazioni di gasolio ed olio combustibile pesante.

Il sultano Al Jaber, amministratore delegato di Masdar, ha spiegato che «Questa collaborazione è un risultato diretto della nostra leadership e del mandato a diversificare il nostro portafoglio di fonti energetiche rinnovabili attraverso partnership strategiche internazionali. Questo progetto di energia eolica riflette l´impegno per la sostenibilità dei governi di Abu Dhabi e delle Seychelles».

Più che soddisfatto il presidente delle Seychelles, James Alix Michel: «L´energia eolica è una energia vitale, pulita e una risorsa rinnovabile che deve essere utilizzata per ridurre la nostra dipendenza dalle importazioni di combustibili e per assicurare la salvaguardia ambientale delle Seychelles, conservare la loro stupefacente bellezza naturale per le generazioni future. Abbiamo lavorato a stretto contatto con Masdar per diversi mesi per individuare la più efficace soluzione di energia rinnovabile per la nostra nazione insulare, con il minor impatto ambientale e visivo».

Le riduzioni di emissioni derivanti dal progetto saranno monitorate nel quadro del Clean development mechanism (CDM) previsto dal Protocollo di Kyoto e dei crediti della Certified emission reduction (Cer).
Il "socialista" James Alix Michel si sta dando un gran da fare al Wfes: ieri è intervenuto nella sessione plenaria per annunciare che le Seychelles vogliono diventare il primo Stato insulare "carbon neutral" ed ha fatto una domanda ai potenti presenti ad Abu Dhabi: «Perché, mentre le Seychelles mostrano un forte e concreto impegno per l´ambiente, molte grandi nazioni non sono in grado di fare lo stesso? Le Seychelles sono orgogliose di essere un leader mondiale nel settore della sostenibilità. Abbiamo investito per salvaguardare il nostro patrimonio naturale, abbiamo protetto il 50% della nostra terra e disponiamo di due aree designate come Siti patrimonio dell´umanità. Ci riesce difficile capire il motivo per cui i Paesi più grandi non possono fare lo stesso».

Michel ha spiegato il perché di tanto impegno: «Siamo di fronte all´aumento del livello del mare ed a catastrofici effetti meteorologici, siamo un arcipelago dal quali molte comunità potrebbero essere spostate ed alcune isole potrebbero scomparire. Saremo in grado di salvare queste comunità solo se avremo la volontà di lavorare insieme. Noi tutti condividiamo la stessa aria e lo stesso oceano, per questo abbiamo tutti bisogno di avere una visione comune».

Il presidente delle Seychelles ha anche chiesto che le destinazioni turistiche vengano esentate dalle imposte ambientali previste per il trasporto aereo a lungo raggio: «Per isole lontane, fortemente dipendenti dal turismo, è un’ingiusta penalità da pagare, perché non esiste alcuna forma alternativa di trasporto a disposizione dei visitatori».

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