[19/01/2009] Parchi

Un’ordinanza per vietare l´utilizzo delle esche e bocconi avvelenati

LIVORNO. Negli ultimi tempi sta dilagando il fenomeno delle uccisioni di animali mediante l’utilizzo di esche e bocconi avvelenati così come sono sempre più frequenti le morti fra la fauna selvatica per ingestione di sostanze tossiche abbandonate nell’ambiente. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per porre un freno a tutto ciò e per tutelare la salute e l’ambiente ha elaborato le norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati. Le norme sono contenute in un’ordinanza che è pubblicata sulla gazzetta ufficiale di due giorni fa. E’ entrata in vigore il 17 di questo mese e avrà efficacia di dodici mesi.

Oltre a provocare danni al patrimonio faunistico e in particolare alle specie in via di estinzione, la presenza di veleni e sostanze tossiche anche sottoforma di esche o bocconi rappresentano un serio rischio per la popolazione umana e per l’ambiente. Ecco perché il Ministero, oltre a prevedere il divieto dell’utilizzo di esche e veleni, prevede che il Sindaco a seguito di segnalazioni da parte dei veterinari che hanno accertato la morte dell’animale per avvelenamento debba “individuare le modalità di bonifica del territorio e del luogo interessato dall´avvelenamento, prevedendone la segnalazione con apposita cartellonistica”. Il sindaco dovrà poi intensificare i controlli e a tale proposito dovrà essere attivato, presso ciascuna Prefettura, un tavolo di coordinamento per la gestione degli interventi.

Anche i produttori di prodotti fitosanitari e sostanze pericolose come topicidi, ratticidi, lumachicidi e nematocidi a uso domestico civile e agricolo devono fare la loro parte per evitare spiacevoli danni alla salute e all’ambiente: secondo l’ordinanza dovranno aggiungere al prodotto una sostanza amaricante che lo renda sgradevole al gusto ai bambini e agli animali non bersaglio e per le esche dovrà prevedere un contenitore con accesso solo all’animale bersaglio. Naturalmente nell’etichettatura dei prodotti dovranno essere indicati le modalità d’uso e di smaltimento del prodotto stesso.

E il Wwf plaude e ringrazia dell’iniziativa il sottosegretario al Ministero della Salute Francesca Martini. Intervenire e porre un freno all’uso sconsiderato ed incivile di veleni di qualsiasi tipo volutamente utilizzati per uccidere cani , gatti e la fauna selvatica in generale - dice l´associazione ambietalista - è una priorità da affrontare a livello nazionale. I bocconi avvelenati sono, infatti, una vera e propria piaga del nostro paese: si tratta di ‘esche’ spesso create con i più svariati prodotti disponibili sul mercato, dai topicidi agli anticrittogamici, sostanze mortali che mietono ‘indistintamente’ tutte le specie animali ai vertici della catena alimentare e a seguire quelle che se ne possono cibare; proprio per la loro estrema pericolosità e presenza ingannevole sul territorio i bocconi avvelenati costituiscono anche un serio pericolo per la salute pubblica. Auspichiamo che l’ordinanza consenta finalmente di intervenire rapidamente anche per la tutela della nostra fauna selvatica visto che la principale minaccia e la prima causa di morte per gli ultimi esemplari di Orso bruno marsicano e di Lupo sull’Appennino sono proprio i veleni, ma anche avvoltoi, come grifoni e gipeti, quasi scomparsi dalla nostra penisola e reintrodotti con progetti difficili e costosi che rischiano di essere vanificati di colpo dal gesto criminale di qualche sconsiderato.

Intervenire prontamente come proposto dal sottosegretario e arrivare a normare l’uso e la commercializzazione dei veleni è un segno di grande civiltà e forse ci consentirà di salvare dall’imminente estinzione l’ultima popolazione di orso bruno dell’Appennino centrale, che solo negli ultimi 14 mesi ha dovuto registrare la perdita di 8 esemplari, quasi tutti vittima dei più svariati veleni.

Il Wwf si augura che questa nuovo strumento legislativo sia solo il primo passo di un lavoro puntuale che il Governo è chiamato a svolgere per tutelare in maniera incisiva la nostra biodiversità.

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