[16/01/2009] Energia

Rinnovabili, Silvestrini: «L’Italia s’è desta?»

L’Italia delle rinnovabili sta decollando e ci sono le condizioni per puntare al risparmio energetico. Ma molto c’è da fare guardando agli obiettivi del 2020. Che iniziative intende intraprendere il Governo?

L’Italia delle rinnovabili sta finalmente decollando. Con 200 MW fotovoltaici, 1.010 MW eolici, e 400.000 metri quadrati di solare termico installati nel solo 2008 il nostro paese ha alzato la testa. Si tratta di capire se siamo all’inizio di un percorso virtuoso in grado di colmare la distanza che ci separa dagli obbiettivi del 2020 o se si tratta di una fiammata destinata a spegnersi sotto il peso di lungaggini burocratiche, discontinuità nelle politiche di incentivazione, mancato ruolo attivo delle Regioni.

Il 2009 sarà importante per capire le dinamiche future. La pubblicazione nei giorni scorsi del decreto di attuazione della Finanziaria 2008 sull’incentivazione della produzione elettrica verde è sicuramente un fatto positivo. Si attende l’ufficialità del ripristino delle detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica dell’edilizia.

Un altro elemento positivo viene dal salto di qualità degli obbiettivi di risparmio energetico per i distributori di energia elettrica e gas da tempo programmato. Assorbita nel 2008 la bolla di certificati bianchi ed eliminate le possibilità di acquisire certificati a man bassa, ora con un target innalzato a 3,1 milioni di Tep le cose diventano serie.
Dunque, quest’anno si vedrà una corsa alla realizzazione di impianti di produzione di elettricità verde di piccola scala, una accelerazione delle installazioni di impianti fotovoltaici e un ruolo aggressivo delle Esco sul versante degli interventi di efficienza energetica.

Rimane il punto interrogativo sulle iniziative che verranno prese dal Governo per il raggiungimento degli obbiettivi al 2020. In particolare per la produzione di calore da fonti rinnovabili che dovrebbe quintuplicare in poco più di un decennio il suo contributo. Questo ampio e variegato comparto (solare, biomassa, geotermia) ha bisogno di una incisiva e organica politica di sostegno, che al momento è carente e anzi minacciata.

*Direttore Scientifico del Kyoto Club, l´editoriale è ripreso da KyotoClubNews

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