[16/01/2009] Comunicati

Cina ed Africa, una fraterna invasione economica

LIVORNO. Il ministro degli esteri cinese Yang Jiechi sta terminando il suo tour africano iniziato il 12 gennaio in Uganda, dove ha donato 77 milioni di dollari al governo «per aiutare a rafforzare lo sviluppo di questo Paese». L´accordo prevede finanziamenti per l´elettronica e l´ingegneria pubbliche, la costruzione di un ospedale e di uffici pubblici a Kampala.

L´agenzia ufficiale Xinhua, che segue passo passo il viaggio di Yang riporta con enfasi frasi come queste: «La Cina, in quanto amica fedele dell´Uganda e dell´Africa, non ridurrà il suo aiuto verso l´Uganda e l´Africa, al contrario, faremo sforzi più importanti per aiutare i nostri fratelli e sorelle africani ed ugandesi». Sembra di risentire l´altisonante retorica dell´internazionalismo proletario, ma in realtà il ministro degli esteri di Pechino è più simile ad un piazzista itinerante del nuovo capitalismo di Stato cinese.

Il 14 gennaio Yang si è spostato a Kigali, la capitale del Rwuanda, per incontrare il presidente Paul Kagame (Nella foto) per discutere del miglioramento delle relazioni bilaterali con questo piccolo Paese dei Grandi Laghi che è uscito dal genocidio e dalla guerra civile con in mano le chiavi della guerriglia che insanguina l´oriente della Repubblica democratica del Congo e, quindi, anche dell´accesso alle sue enormi risorse minerarie ed ambientali.

Kagame ha apprezzato l´interessamento cinese e ha detto di sperare che «i due Paesi continueranno a rafforzare la cooperazione in settori come l´agricoltura, il commercio, le infrastrutture e l´educazione». Yang ha risposto che la Cina si propone come il principale partner dei Paesi africani e che questo potrà «aiutare i due Paesi a mantenere uno sviluppo economico e sociale stabile di fronte alle sfide poste dalla crisi finanziaria mondiale».

Solo i cinesi si possono avventurare in quella che hanno definito "una tournée di buon anno" nel bel mezzo di una guerra che l´Onu non riesce a bloccare e dichiarare con il massimo "candore": «L´amicizia tradizionale tra la Cina e l´Africa si sviluppa da più di mezzo secolo ed è diventata un pilastro della politica estera della Cina».

Ma Pechino, in cambio di apertura di spazi economici, porta sostanziosi doni: al Forum sulla cooperazione sino-africana tenutosi nel 2006, il presidente Hu Jintao ha fatto promesse che i cinesi stanno mantenendo: aiuto economico; prestiti e crediti preferenziali; costruzione del grande centro conferenze dell´Unione Africana; annullamento del debito; apertura all´Africa del mercato cinese; zone di cooperazione commerciale ed economica in Africa e formazione professionale degli africani.

Il commercio sino-africano ha raggiunto i 73,3 miliardi di dollari nel 2007, con una crescita del 32,2% rispetto al 2006. Nel 2008 il volume degli scambi commerciali dovrebbe aver superato i 100 miliardi di dollari.
Il 15 gennaio Yang è arrivato nello Zambia, dove ha inaugurato, insieme al presidente Rupiah Banda, una Zona di cooperazione economica e commerciale Zambia-Cina (Zccz) nella capitale Lusaka, promettendo un ulteriore investimento di diversi milioni di dollari.

Banda ha detto che «La Cina viene sempre in aiuto allo Zambia nei momenti difficili. L´avvio della Zccz non potrebbe avvenire in un momento migliore di adesso, quando la crisi finanziaria internazionale esercita una forte pressione sulla maggioranza delle economie nel mondo sviluppato e in via di sviluppo». Banda ha chiesto ai cinesi di portare i loro imprenditori a lavorare nella Zona: «E´ importante per i programmi di accrescimento delle capacità dei nostri concittadini e questo permetterà alle aziende cinesi di utilizzare l´esperienza, le conoscenze e la cultura locali». Nello Zambia, a Chambishi, nella provincia di Copperbelt, si sono già installate decine di imprese cinesi che danno lavoro a 3.500 lavoratori locali, nella Zccz di Lusaka ne dovrebbero arrivare altre 50.

Prima di recarsi in Sudafrica per la tappa finale del viaggio (che poi continuerà in Brasile e Portogallo, altri due Paesi con stretti rapporti con l´Africa) , Yang Jiechi è passato anche dal piccolo Malawi per incontrare il presidente Bingu wa Mutharika, secondo il quale «I progetti di cooperazione in via di realizzazione nel quadro del Forum di cooperazione Cina-Africa sono molto utili allo sviluppo socio-economico del Malawi. Il Malawi aderirà alla politica di una Cina (quindi non riconoscerà più Taiwan, ndr) e rafforzerà gli scambi di alto livello con la parte cinese, per promuovere la cooperazione mutuale e vantaggiosa e rendere più fruttuose le relazioni amichevoli».

Dopo lo stabilimento di relazioni diplomatiche tra Cina e Malawi nel 2007, Pechino e Lilongwe hanno visto esplodere i loro rapporti commerciali e i cinesi hanno finanziato progetti nei settori dell´educazione, della salute pubblica, della cultura, dello sport e del giornalismo.

La penetrazione cinese in Africa ormai non ha più confini, conquista Paesi prima ostili come il Malawi e propaganda un modello di sviluppo aggressivo che è già stato sperimentato in patria, solo che questa volta la manodopera a basso prezzo e le risorse naturali disponibili sono quelle africane.

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