[15/01/2009] Comunicati

Verso il Forum sociale mondiale pensando a Copenhagen

LIVORNO. La nona edizione del Forum sociale mondiale torna in Brasile. Si terrà infatti dal 27 gennaio al 1 febbraio prossimi, a Belem, nel cuore dell´Amazzonia, dove si celebreranno i 500 anni di resistenza dei popoli indigeni nella giornata Pan Amazzonica (la seconda del forum) che ne vedrà protagonisti oltre 3mila.

Sono già 100mila i delegati iscritti provenienti da più di 4000 movimenti di 150 Paesi: associazioni, sindacati, esponenti della società civile, Ong e chiese che si convocano dal 2001, negli stessi giorni in cui a Davos i leader globali dell’economia e della politica danno vita al World economic forum, con la convinzione, espressa dallo slogan dell´iniziativa, che “Un altro mondo è possibile”.

Il tema scelta dal coordinamento italiano per il Forum sociale sarà quello relativo alle risposte alla crisi globale: “Crisi globale, risposte globali” è infatti la cornice entro la quale si svolgeranno le iniziative che verranno presentate oggi a Roma, con la partecipazione del leader indigeno Luis Evelis Andrade Casama, Presidente del Fondo Indigeno Latinoamericano e portavoce del movimento indigeno colombiano,che interverrà per spiegare la giornata Pan-Amazzonica.

Una delle iniziative di punta sarà infatti rappresentata dalla seconda giornata del Forum 2009 (il 28 gennaio) completamente dedicata ai 500 anni di resistenza, realizzazioni e prospettive afro-indigene e popolari. In questa occasione i delegati indigeni racconteranno la loro lotta per la sopravvivenza e per la difesa, a partire dai valori della comunità, della terra e dell´umanità, di uno degli ecosistemi, quello amazzonico, tra i più fragili del pianeta e come tale tra i più rappresentativi delle possibili proposte di alternative alla crisi globale. Gli incontri previsti non riconcentreranno solo a Belem, ma daranno vita anche ad eventi sulle frontiere dei nove Paesi che condividono la regione amazzonica e nella quale le popolazioni indigene resistono alla sua distruzione causata dall´estrazione del petrolio, dallo sfruttamento per produrre energia idroelettrica, dal taglio del legname, dalla coltivazione della soia.

Chi non potrà partecipare fisicamente alle iniziative che si terranno a Belem potrà seguire comunque il Forum grazie al progetto di connessioni internet, alla Radio Belem expanded e al canale televisivo auto-gestito WSFTV. E già ad oggi sono già attive oltre 100 reti di connessione da Bogotà a Kinshasa, da Malmo alla Palestina, da Parigi a Falluja.

In Messico inoltre, verranno organizzati tre giorni di attività parallele al Forum nella capitale e in altre quattro grandi città.
A Belem, si discuterà, tra l´altro, del dramma di Gaza nel seminario “Palestine solidarity strategy meeting: taking the global boycott, divestment and sanctions movement foward”, organizzato con l´inglese War-onWant; i sindacati, con le attività della Rete mondiale Lavoro e Globalizzazione, si confronteranno sulle alternative e le strategie per fronteggiare la crisi economica globale e le sue conseguenze. Mentre la coalizione Giustizia Climatica ora! insieme a Wwf Italia e Legambiente organizzeranno una serie di incontri per promuovere il percorso di mobilitazione sociale verso il summit dell´Onu sul cambiamento climatico che si terrà a Copenhagen a dicembre

Al centro delle discussioni di questo nono appuntamento dei movimenti quindi la lotta ai cambiamenti climatici, che non è la sola priorità individuata, ma è sicuramente quella a cui il movimento affida la speranza di un suo rilancio ed uscita dalle difficoltà.

Il forum mondiale di Belem dovrà decidere se l’appuntamento di dicembre prossimo a Copenaghen, dovrà diventare una giornata di mobilitazione in tutto il pianeta. E non si tratterà semplicemente di organizzare una manifestazione, ma di articolare una precisa piattaforma energetico ambientale in tutti i territori nazionali.

Torna all'archivio