[26/11/2008] Aria

L´Africa assorbe più CO2 di quanta ne emette

LIVORNO. Secondo CarboAfrica, un programme di ricerca internazionale iniziato nel 2006 grazie al fondo di 2,8 milioni di euro stanziato dal dipartimento per la ricerca della Commissione europea, al quale contribuiscono 15 istituzioni africane ed europee e la Fao, «Sebbene l´Africa contribuisca in misura rilevante alle emissioni globali di gas serra (Ghg, global greenhouse gas) generato da fonti diverse dai combustibili fossili, essa potrebbe assorbire dall´atmosfera più carbonio di quanto non ne rilasci».

CarboAfrica ha condotto ricerche sugli incendi nel Kruger Park in Sud Africa, sui flussi di diossido di carbonio nelle foreste pluviali del Ghana e sui modelli meteorologici in Sudan, ed ha scoperto che l´Africa pesa per meno del 4% sul totale mondiale delle emissioni globali di gas serra da combustibili fossili, ma contribuisce invece in misura sostanziale a quelle di gas serra proveniente da fonti naturali.

«Nel continente africano – sottolinea la Fao - deforestazioni ed incendi contribuiscono rispettivamente al 17% e al 40% delle emissioni globali totali, oltre ad influenzare notevolmente le variazioni stagionali ed annuali di anidride carbonica nell´atmosfera (contando per circa il 50% di esse)».

Negli ultimi due anni CarboAfrica ha studiato il ciclo del carbonio nell´Africa sub-sahariana tramite una rete di stazioni di monitoraggio in ben 11 paesi.

Per Riccardo Valentini, dell´Università della Tuscia e coordinatore di CarboAfrica «Questi primi risultati dimostrano che l´Africa svolge un ruolo chiave nel sistema climatico globale. Ma ciò che più conta è l´equilibrio tra il carbonio catturato tramite fotosintesi dall´enorme superficie di foreste e savane africane, e quello rilasciato nell´atmosfera a seguito di deforestazioni, incendi e degrado forestale, ovvero il cosiddetto "ciclo del carbonio" africano. I dati raccolti finora ci dicono che l´Africa è in verità un "serbatoio di carbonio", ovvero che essa assorbe dall´atmosfera più carbonio di quanto non ne rilasci. Se confermati questi risultati implicherebbero che l´Africa contribuisce alla riduzione dell´effetto serra, e dunque alla mitigazione delle conseguenze del cambiamento climatico».

I primi risultati del progetto sono stati presentati ieri all´apertura di una conferenza ad Accra che termina il 27 novembre, alla quale partecipano oltre 100 rappresentanti della comunità scientifica internazionale, dei governi e dell´Onu. Aprendo il metting nella capitale del Ghana, la rappresentante dell´Ufficio Regionale della Fao per l´Africa, Maria Helena Semedo, ha detto che «L´agricoltura deve svolgere un ruolo centrale nel ridurre ulteriormente le emissioni di carbonio in Africa. Dovremmo riuscire ad insegnare ai contadini africani come gestire le loro terre e le loro foreste in modo tale che il ciclo del carbonio in Africa diventi un nostro alleato nella lotta contro il cambiamento climatico. E´ importante, nonchè possibile, che questi sforzi contribuiscano allo stesso tempo ad aumentare la sicurezza alimentare. Tramite una gestione appropriata del suolo, quale quella praticata dall´agricoltura conservativa, le emissioni di gas serra prodotte dall´agricoltura possano essere ridotte, contribuendo al tempo stesso ad aumentare la produttività e addirittura a rafforzare l´agricoltura contro i pericoli del cambiamento climatico. In linea con la Convenzione delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, la lotta alla deforestazione e l´aumento della superficie forestale in Africa dovrebbe costituire un´altra delle priorità».

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