[26/11/2008] Urbanistica

Le dimissioni di Soru e il partito trasversale del cemento

CAGLIARI. La bocciatura da parte del Consiglio regionale sardo di un emendamento alla legge urbanistica proposto dalla giunta soro, avvenuto con una parte dei voti del centro-sinistra (o meglio del Pd) ha provocato le dimissioni del presidente Renato Soru.
Soru chiedeva di approvare una norma transitoria che gli avrebbe permesso di continuare il suo lavoro di riorganizzazione generale dell´urbanistica sarda sancita con il fallimento del referendum contro la legge "salva-coste" che evidentemente non era indigesta solo al centro-destra.

In aula il presidente sardo aveva respinto ogni condizionamento e i tentativi di una parte del Pd di pasticciare con gli indirizzi urbanistici. In una conferenza stampa convocata poco prima di mezzanotte Soru ha detto che «per me era importante riflettere in maniera serena e pacata sul modo migliore di proseguire i lavori oggi e in questa legislatura. E´ evidente che si è mostrato un dissenso forte, in parte sul merito, sul governo del territorio, ma ancora di più mi sembra che ci sia stata una mancanza della fiducia necessaria tra un presidente della Regione e la sua maggioranza. Ho riflettuto, so di essere stato eletto direttamente con la fiducia dei cittadini, ma non si può governare senza la fiducia della maggioranza in Consiglio regionale. Ancora di più perché subito dopo avremmo dovuto discutere la legge finanziaria che non si può affrontare nel clima, appunto, di una fiducia interrotta oggi. Voglio mantenere salda la mia chiarezza, i principi che hanno ispirato la mia esperienza fino ad adesso. Ho cercato di riflettere su cosa sia più utile per la Sardegna e i sardi, non per me. Pur nella consapevolezza del momento difficile nel mondo, in Italia e in Sardegna, credo che la cosa migliore per i sardi sia chiarire immediatamente lo stato della maggioranza alla quale hanno dato fiducia fino a oggi».

Le dimissioni hanno gettato lo scompiglio nella maggioranza e hanno scatenato l´applauso del centro-destra che si è sentito risarcito in qualche modo dalla bruciante sconfitta referendaria, ma Soru ha ribattuto: «Ho servito bene credo finora, con coscienza e tutta l´onestà possibile. Ho servito mettendo al primo posto l´interesse dei sardi. E credo di servire il loro interesse anche oggi con questa decisione. I prossimi giorni li utilizzeremo per analizzare la situazione. Capisco la gioia di chi applaude, ma è un momento difficile, non è l´ultimo giorno neppure della mia esperienza politica. Intendo andare avanti ed è per questo che prendo questa decisione. Ci saranno altri momenti per mostrare gioia e per altre considerazioni. Ora termino qui».

Il governo regionale aveva messo al centro dei suoi programmi «il rinnovamento delle regole di governo e gestione del territorio, con l´obiettivo di limitarne il consumo e valorizzare le specificità peculiari dell´ambiente e del paesaggio sardo». Lo strumento per farlo doveva essere il nuovo Piano paesaggistico regionale (Ppr), con al centro «un´adeguata tutela e valorizzazione del paesaggio, soprattutto di quello costiero, e costituirà il principale strumento per lo sviluppo sostenibile della pianificazione territoriale. Il Ppr doveva essere accompagnato da «un sistema di nuove regole in cui le competenze urbanistiche saranno ripartite e coordinate tra le varie istituzioni (Regione, Province e Comuni) secondo ruoli e tematiche che tengano conto delle esigenze locali, idonee a garantire il governo del territorio in maniera trasparente, efficace e capace sia di fornire certezze al cittadino che di impedire abusi o cattivo uso del suolo con trasformazioni del territorio inadeguate».

Una visione moderna dell´urbanistica e dell´ambiente che evidentemente non è stata mai digerita dai dinosauri del partito trasversale del cemento.

Uno tra i primi a commentare le dimissioni di Soru è il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza: «E´ grave che proprio sulla legge urbanistica, sulla quale il presidente Soru giocava una scommessa fondamentale per la sua Regione, sia mancato il sostegno della maggioranza. La brutta politica sta affondando la buona amministrazione. Una politica che preferisce continuare a confondere sviluppo del territorio con speculazioni edilizie e cementificazioni impallina la rivoluzione tentata da Soru, un´economia di qualità che trova nel rispetto delle risorse naturali e paesaggistiche della Regione le sue possibilità di sviluppo».

Con questa brutta vicenda il pericolo di una sconfitta, in primo luogo di immagine, per quanti cercano di dare al Pd una politica ambientale è grande. Lo pensa evidentemente così anche il ministro dell´ambiente del governo ombra, Ermete Realacci: «Ci auguriamo che la crisi rientri al più presto – ha detto - Di certo sappiamo che la politica sui temi del territorio portata avanti in questi anni dal presidente Soru e dalla sua giunta è stata fondamentale per la Sardegna e un punto di riferimento per chi pensa che un´economia moderna e competitiva debba passare necessariamente per la valorizzazione della bellezza e della tutela del paesaggio. Sarebbe molto grave se tutto questo oggi venisse messo in discussione da manovre politiche non chiare».

Il segretario del Pd Walter Veltroni ha detto che non deve essere interrotta la positiva esperienza di governo della Sardegna ed ha telefonato a Soru, per esprimergli «la propria vicinanza e solidarietà, e quella del gruppo dirigente del Pd nazionale, assicurando l´impegno pieno e comune del Pd perché l´esperienza di governo della Sardegna che in questi anni ha prodotto risultati importanti non si interrompa. Il Pd lavorerà da subito per ricreare le condizioni politiche necessarie a riprendere il lavoro della giunta presieduta da Renato Soru guardando innanzitutto all´interesse della Sardegna».

Interviene anche il capogruppo Pd in Commissione ambiente, Roberto della Seta: «In questi anni Soru si è impegnato per fare della Sardegna un modello di sviluppo territoriale duraturo e sostenibile, a partire dal Piano Paesaggistico che ha posto un freno alla cementificazione selvaggia delle coste sarde. Questo impegno, indispensabile per salvaguardare e valorizzare anche sul piano economico e turistico il paesaggio e le risorse naturalistiche e ambientali, non deve interrompersi e deve essere fatto proprio dall´intero Partito democratico. Perciò mi auguro che nelle prossime ore il presidente Soru possa tornare nella pienezza delle sue funzioni ritrovando il necessario rapporto fiduciario con la sua maggioranza».

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